Alla scoperta di LinkedIn Learning: intervista a Salvatore Nascarella

Salvatore Nascarella è un instructional designer. In pratica si occupa di progettazione della formazione ed è un esperto di e-learning: visitate il suo sito www.ensfero.it. Per questo ho pensato a lui quando mi sono chiesto: ma LinkedIn Learning che cos’è e a che cosa serve? Queste le cinque risposte che ha dato alle mie domande.

Ciao Salvatore, da professionista dell’e-learning e della progettazione della formazione a distanza, come giudichi il progetto LinkedIn Learning?

Linkedin Learning è un contenitore di formazione di ottimo livello. Stiamo parlando di oltre 250.000 attività formative. Come si dice, tanta roba… Io mi occupo di e-learning e devo dire che ho sempre trovato corsi ben fatti, che si possono seguire facilmente anche quando si hanno pochi minuti liberi. Le unità didattiche in media durano meno di 10 minuti, il tempo di prendere un buon caffè o poco più, e spesso hanno uno stile simile per grafica e impostazione. Questo aspetto con il passare del tempo rende un percorso di apprendimento famigliare. Non devo imparare ogni volta cosa devo fare e come devo muovermi nell’ambiente.

In cosa differisce questo servizio dai MOOC o da piattaforme come, per esempio, Udemy?

Di sicuro la maggiore differenza è l’orientamento al lavoro e al mondo professionale di Linkedin Learning. Quando mi sono iscritto ho dovuto inserire le mie competenze lavorative e quali argomenti mi interessasse approfondire. Diciamo che Linkedin Learning è un sistema di apprendimento che tiene conto di quel che mi potrebbe servire per lavorare meglio. D’altra parte stiamo parlando del social network professionale per eccellenza. I docenti dei corsi sono professionisti davvero apprezzabili. Vengono selezionati e “addestrati” da Linkedin: per diventare un “instructor” bisogna avere l’OK. Non c’è improvvisazione. Detto questo, ci sono un paio di cose che, soprattutto per il mercato italiano, si potrebbero migliorare. Per esempio, al momento non vengono rilasciati attestati, neanche a pagamento, e non esistono corsi nella nostra lingua.  Se penso al vantaggio che potrebbe trarne chi deve ricollocarsi…

A chi potrebbe risultare utile questo servizio?

La formazione serve a tutti e ha un valore. Linkedin lo ha capito. Senza formazione non si rimane competitivi. Dato che è un elemento fondamentale, Linkedin, che ha capito il possibile business, include nella formula Premium, che è a pagamento. Credo che chi ha poco tempo da dedicare al proprio aggiornamento o non riesce a organizzarsi, può trovare una soluzione il Linkedin Leaning. Le pillole di pochi minuti consentono di ritagliarsi il tempo necessario per formarsi senza distrazioni. Non c’è davvero scusa per dire “Non ho tempo”.

Il servizio promette una personalizzazione della formazione proposta per ogni studente o professionista: funziona davvero?

La formazione è totalmente personalizzata e libera: questo è un vantaggio e uno svantaggio allo stesso tempo. Nessuno corre dietro per ricordare che c’è un’attività formativa da finire. Spetta a ciascuno di noi darsi da fare. D’altra parte in molte aziende oggi è così, e in questo modo viene valutata anche la capacità di darsi da fare, di mettersi in gioco e mostrare la volontà di crescere professionalmente.
Io ho scoperto una miniera. Ho iniziato a seguire corsi sulla formazione a distanza, attività che occupa buona parte del mio tempo lavorativo, e poi mi sono spostato su altri temi che mi interessano, come il digital marketing e le risorse umane. Ho acquisito nuove competenze, o per lo meno, i corsi che ho seguito mi son serviti per capire cosa accade nel mondo del lavoro fuori dalla mia zona di comfort…  Da considerare inoltre che ci sono diversi livelli di corsi, dal principiante all’esperto, e che a catalogo non ci solo corsi “tecnici”, ma anche creativi e legati al business. Insomma, una possibilità formativa davvero ampia.

Può essere usato efficacemente anche per vendere corsi?

Be’, i corsi sulle tecniche di vendita non mancano… Scherzi a parte, credo che non sia al momento lo strumento giusto. Avere un profilo Linkedin non è sufficiente per diventare formatori o vendere i propri corsi. Credo che al momento la politica di Linkedin sia gestire e la formazione in autonomia, in modo anche di tutelare i propri utenti con un controllo alla fonte su docenti e argomenti.

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