LinkedIn, come scegliere la foto profilo: intervista a Enrico e Piera dello studio Giudicianni&Biffi

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La foto del mio profilo LinkedIn, quella dove sorrido, quella qui sopra, non è un selfie. Me l’ha scattata una professionista, Piera Biffi, dello studio Giudicianni&Biffi di Mezzago, dalle mie parti. Per avere un contributo professionale sulla questione foto profilo di LinkedIn, ho chiesto a Piera ed Enrico dello studio di rispondere ad alcune domande.

Piera ed Enrico, l’immagine del profilo di LinkedIn è sostanzialmente una foto business: quali sono i consigli per fare una foto efficace?

Non tutte le foto business sono uguali e conoscerne l’utilizzo finale è basilare. Il fotografo deve capire qual è soprattutto la mansione svolta, nonché quale immagine si vuole dare di sé o dell’azienda: strettamente professional o più informale? Tassativamente seriosa o più creativa e giocosa?

L’immagine del profilo deve saper rendere immediatamente riconoscibile il ruolo del soggetto e allo stesso tempo trasmettere il tratto distintivo e l’unicità della sua personalità. Di qui la ricerca della miglior “posa”, la location più indicata, la luce più calzante per poter ottenere un risultato che sia in linea con le aspettative e le richieste.

Importante quindi è che sia ben deducibile che la foto sia stata eseguita da un professionista, questo anche a dimostrazione della cura e serietà del soggetto nei confronti delle proprie scelte e nei confronti delle persone alle quali si propone.

Che differenza c’è tra immagine social e ritratto business?

L’immagine del profilo social, a differenza del classico business portrait, richiede inquadrature più limitate, visto il piccolo spazio utile: da preferire quindi sono i primi piani e uno sfondo che non distolga l’attenzione dal soggetto.

Ma si può eventualmente lavorare in post-produzione?

La post produzione (i ritocchi, per intenderci) è necessaria per correggere piccole imperfezioni temporanee, ammorbidire rughe e dare un aspetto più salubre e tonico ma senza esagerazioni. 

Qual è il segreto per fare una buona foto da profilo?

Come per tutte le foto di ritratto, uno fra gli aspetti principali per una buona riuscita è sicuramente l’empatia fra fotografo e soggetto fotografato. Solo in questo modo si riescono a produrre ritratti “emozionali”, in cui il soggetto si riconosca. Importante è riuscire a instaurare un rapporto amichevole che riesca a mettere il committente davvero a proprio agio, stare di fronte ad un obiettivo fotografico è condizione di profondo disagio per molti.

Occorre quindi che il fotografo sia pronto, veloce ed efficace negli scatti che devono essere eseguiti senza tempi morti o pause forzate (qui la preparazione anche tecnica di un professionista fa la differenza) e dove il fotografo riesca sempre a dialogare e interagire rassicurando il soggetto.

Avete dei consigli riguardo l’abbigliamento?

L’abbigliamento deve essere consono al proprio ruolo professionale e alla propria personalità, in ogni caso sempre curato e attento ai dettagli (trucco e parrucco).

Qualche indicazione pratica?

Per ruoli impiegatizi/manageriali giacca e cravatta per l’uomo e tailleur e camicia per la donna sono un obbligo, mentre per ruoli artistici o creativi il casual e informale è consigliato.

Tornando a LinkedIn, consigliate la foto “brandizzata”, dove si veda il logo dell’azienda?

La foto profilo di LinkedIn è talmente piccola che inserire il brand la penalizzerebbe dal punto di vista del riconoscimento del soggetto. Ma se il logo viene inserito con discrezione, il vantaggio è di avere una foto che condivisa porta visibilità all’azienda.

Eccone un esempio, il ritratto business di un amministratore delegato:

Ci potete mostrare altri esempi di foto particolarmente riuscite?

Eccole, ve ne mostriamo tre intere; come nel caso precedente è evidenziato il tondo che mostrerà LinkedIn.

Una segretaria di direzione:

Un filosofo:

E un manager:

 

Per leggere altri articoli su LinkedIn, fai clic qui.

 

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