LinkedIn per assicuratori: il mio primo articolo per “Parliamo di assicurazioni”

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Nessuna descrizione della foto disponibile.Parliamo di Assicurazioni è un blog lanciato da Luisa Rosini e Pietro Cantù Rajnoldi che ha lo scopo di aiutare chi lavora nel mondo assicurativo a usare in modo utile e consapevole il Web. Dal febbraio 2019 collaboro al progetto con contenuti e progetti di formazione. Questo è il mio primo articolo per il blog.

LinkedIn per assicuratori, costruisci il tuo profilo con il metodo LINKEDIN10C

LinkedIn è una risorsa anche per gli assicuratori, infatti è il social network professionale per eccellenza (quante persone conoscete che usano le alternative Xing o Plaxo?) e ormai conta oltre 12 milioni di italiani iscritti. Migliaia di questi lavorano nel mondo assicurativo.

Perché un assicuratore, un broker, un perito, un consulente dovrebbero usare LinkedIn? I motivi sono sostanzialmente tre:

  1. Personal branding. Costruire una solida reputazione online, grazie al posizionamento e all’autorevolezza,
    è indispensabile dal momento che datori di lavoro e clienti ti cercheranno prima di incontrarti.
  2. Social selling. Usare questo strumento per vendere i propri servizi è ormai indispensabile, sempre comprendendo che non si vende una polizza a qualcuno che ti ha appena concesso il collegamento. Quello equivale a una vendita a freddo.
  3. Networking. Le migliori opportunità vengono dalla rete dei legami deboli. LinkedIn può far crescere a dismisura questa rete.

In questo articolo vedrai come costruire un profilo solido, renderti autorevole, farti trovare e ampliare la tua rete.

Linkedin per assicuratori, il metodo LinkedIn10C

Dopo cinque anni di corsi LinkedIn tenuti in mezza Italia, anche per agenzie di assicurazioni e agenti, ho messo a punto un metodo di lavoro originale. Si tratta del metodo LINKEDIN10C.

Metodo LINKEDIN 10C per Assicuratori

Ecco come questo metodo può risultare utile anche per gli assicuratori:

1C – CHI SEI: nella headline e nel Riepilogo di LinkedIn occorre esplicitare il tuo ruolo. Si parte da un job title, che LinkedIn chiama headline. Il mio è “Formatore sulla comunicazione digitale”. Il tuo potrebbe essere “Consulente assicurativo di micromercato”. Attenzione: “Assicuratore” e basta, non ha alcun senso.

2C – COSA FAI: spesso il job title non è sufficiente. Quali problemi risolvi? Esempi: “gestione della liquidità”
o “stime assicurative e giudiziali”.

3C – PER CHI: il target è fondamentale. Quando visito il tuo profilo, capisco subito se mi puoi essere utile? A me importa solo di me stesso, a tutti importa solo di se stessi, non di te. Puoi risolvere il mio problema? Esempio: “Broker di assicurazione per artigiani e commercianti”.

4C – COME: qual è il tuo elemento differenziante? Perché dovrei scegliere te e non i concorrenti? Che cosa ti distingue dagli altri? L’esperienza? I risultati ottenuti? Se invece la risposta è il prezzo, hai un grosso problema (sei una commodity, tipo la benzina).

5C – CHIAVI DI RICERCA: il posizionamento si completa con un’ottimizzazione SEO (search engine optimization) del tuo profilo per fare in modo che quello che scrivi possa essere trovato da chi usa il motore di ricerca interno di LinkedIn. “Assicuratore” non è una keyword, “rischi professionali avvocati” sì.

6C – COMPETENZE: per completare il tuo profilo devi inserire anche hard skill e soft skill. Contrariamente a quanto si pensi, sono le competenze trasversali e personali, quindi le soft skill, quelle più interessanti. “Microsoft Office”? Levala pure.

7C – CONFERME: Robert Cialdini ci ha raccontato che uno dei sistemi di persuasione più efficaci si chiama “riprova sociale”. Nell’era di Tripadvisor (a proposito, conosci http://insurvisor.com?), devi raccogliere referenze e conferme dai tuoi contatti.

8C – CASE STUDY: pochissimi usano la sezione Progetti del profilo LinkedIn. Puoi raccontare un cosiddetto “case study”, caso di successo, se il cliente acconsente.

9C – CONCRETEZZA: puoi scrivere tante belle parole, ma l’unica cosa che conta nel mondo del business, alla fine, sono i risultati. Devi… dare i numeri.

10C – CONDIVISIONE: dopo aver sistemato tutto il profilo, completate quindi le fasi di posizionamento e autorevolezza, occorre iniziare a usare LinkedIn non come un social network, ma come social media: devi condividere, puntare sui contenuti, per fare content marketing. Un’avvertenza: piantala di parlare di te, parla di quello che interessa davvero al tuo cliente, vale a dire i suoi problemi, bisogni, sogni e paure.

La videorecensione di “La guida calcistica di LinkedIn” su Business Community

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Business Community ha recensito La guida calcistica di LinkedIn. Gigi Beltrame ha registrato anche un video per raccontare il mio libro:

La mia intervista per TRV38 sullo sharenting

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Durante la trasmissione Tadà della rete televisiva toscana RTV38 è stato mostrato un mio intervento in esterna dove spiego che cos’è lo sharenting e i tre motivi per i quali foto e video delle mie figlie non si trovano online. Ecco qui la trasmissione (il mio intervento è al minuto 1’18’’):

Corso sui pericoli della Rete: l’articolo del corriere dei social media

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Il corriere dei social media ha dedicato, lo scorso 28 ottobre, un articolo al corso che ho tenuto presso Primopiano sui pericoli della Rete. Questo il contenuto dell’articolo:

MILANO: La cooperativa giornalistica Primopiano di Milano ha ospitato sabato scorso il corso del giornalista e formatore Gianluigi Bonanomi. Il corso, al quale hanno partecipato numerosi giornalisti rientrava nel programma di formazione continua per i professionisti del settore che vede la cooperativa  fra i più importanti centri accreditati dall’Ordine dei Giornalisti. Primopiano, infatti, da anni affianca al proprio impegno di creatore di contenuti e informazioni per importanti media del settore radio televisivo anche  la formazione con corsi legati al settore dei social, del content marketing, linkedin, deontologia professionale e video ripresa.

Il corso di Gianluigi Bonanomi dal titolo Web e social, i pericoli della rete“è stato un compendio di educazione digitale per giornalisti, genitori, docenti e studenti. Tutti interessati in un modo o in un altro con il mondo di internet e con i suo miti da sfatare.Fra i temi della mattinata i problemi legati alla dipendenza, alla salvaguardia della reputazione sulla rete e al crescente fenomeno del cyberbullismo, declinato secondo varie tipologie che possono passare attraverso i conflitti verbali ,la denigrazione o ancora l’esclusione sociale che spesso interessa gli studenti.

Gianluigi Bonanomi da tempo ha affiancato il suo ruolo di comunicatore digitale e giornalista a quella di formatore con un occhio di riguardo a i temi  delle nuove tecnologie e la genitorialità. Per questo ha organizzato diversi corsi e seminari, nonchè progetti con le scuole. Suoi due libri sul tema come “Prontuario per genitori di nativi digitali   e “Navigazione familiare”  entrambi editi da Ledizioni.      

Si è inoltre parlato degli aspetti legali legati alla diffamazione, al cyberbullismo e alla pubblicazione di immagini non autorizzate sui social o sui servizi di messaggistica grazie all’intervento dell’avvocato Marisa Maraffino, specializzata in Diritto delle telecomunicazioni, giornalista e docente su temi legati alla deontologia. Luigi Paonessa

Guida calcistica di LinkedIn: l’intervista di Gianluigi Bonanomi a Radio Panda

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L’interesse verso la Guida calcistica di LinkedIn non accenna a diminuire. Il 23 ottobre 2018 sono stato ospite di Radio Panda per parlare del libro e la diretta è durata come un tempo di una partita di calcio: 45 minuti! Questa è la registrazione integrale dell’intervista, dove parlo del progetto e rispondo anche a domande molto specifiche su LinkedIn. Buona visione:

La Guida Calcistica di LinkedIn su Il Cittadino di Monza

Sabato 29 settembre 2018 Il Cittadino di Monza e Brianza ha pubblicato un articolo sul mio libro la Guida Calcistica di LinkedIn. Puoi leggerlo qui:

Guida calcistica di LinkedIn: la mia intervista per StartUp News

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Questa intervista è stata pubblicata su StartUp News il 29 settembre 2018.

Guida calcistica di LinkedIn: un modo originale per avvicinarsi al social professionale

Avevamo conosciuto Gianluigi Bonanomi su questo blog per un’intervista dove raccontava la sua “personal disruption”: da giornalista informatico a formazione aziendale. Ora è impegnato nel lancio del suo ultimo libro, la “Guida calcistica di LinkedIn” (19 euro il cartaceo, 6,99 euro l’eBook – Ledizioni). Un titolo che ci ha incuriosito, e di cui gli abbiamo chiesto genesi e qualche chicca.

Ciao Gianluigi, da dove parte questo nuovo progetto?

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Sono anni che tengo corsi sull’uso strategico di LinkedIn a privati, aziende (anche startup!) ed enti pubblici. Ogni volta chiedo quante persone hanno aperto un profilo: tantissime. Poi chiedo a quanti LinkedIn non piace: parecchie. Per quanti LinkedIn non funziona: diversi. Quest’ultimo è un caso tipico di sindrome “volpeuvesca”. Alcuni dei partecipanti mi hanno chiesto di scrivere un libro sul tema, perché le mie slide sono belle ma “non sono la stessa cosa”. Era arrivato il momento di accontentarli, di tradurre in manuale quanto ho imparato in questi anni (insegnare è imparare due volte) ma anche di contribuire a superare lo scetticismo verso un social network – e social media: non serve solo per tessere relazioni, ma anche per pubblicare contenuti – poco amato e molto frainteso.

E per digerire LinkedIn serve il calcio?

Per far digerire qualcosa di indigesto serve la fantasia. Ho pensato a una metafora. Mi serviva un esercizio di pensiero laterale: un accostamento, anche azzardato, per spiegare LinkedIn. E quale tema è più popolare, anzi nazional-popolare, nel nostro Paese, dopo la pizza?

Il calcio!?

Esatto. Qui i miei trascorsi da giornalista sportivo mi hanno aiutato: da ragazzino andavo in giro per i campetti di periferia per raccontare le partitelle che si disputavano sui campi spelacchiati della Brianza.

Il gioco del pallone è esso stesso metafora…

Già! Anni fa lessi il testo del sociologo Alessandro Dal Lago, “Descrizione di una battaglia. I rituali del calcio”: spiegava che il calcio è sì uno sport, un gioco, ma soprattutto è la rappresentazione della guerra: in generale incanala buona parte della conflittualità della società occidentale. Le squadre sono gli eserciti che si affrontano nella cornice dello stadio, che ha torri e bandiere come un castello. La compagine casalinga deve difendere la porta come un tempo si difendevano le mura della propria città; quella in trasferta deve assediare e conquistare.

La metafora è chiara. Ma che c’entra LinkedIn?

Ho fatto un salto logico: calcio-guerra-business. Il mondo aziendale e in particolare il marketing – e nel libro parlo tanto di social media marketing – usano la metafora della guerra (il libro di Sun Tzu “L’arte della guerra” è più citato nei meeting dei venditori che nelle accademie militari): target, obiettivo, conquistare il mercato, strategie, addestramento della forza vendita, guerrilla marketing e via dicendo. Insomma, sia il marketing che il calcio usano le stesse metafore belliche. Ho solo applicato la proprietà transitiva (era dai tempi delle scuole medie che aspettavo di farlo).

Chiaro. Quindi di cosa tratta, in pratica, il tuo libro?

A partire da elementi calcistici ben noti, nel testo spiego gli usi corretti e quelli inopportuni del social network professionale per eccellenza. Uno strumento, LinkedIn, che sebbene non sia paragonabile al social “generalista” Facebook, conta ora più di 10 milioni di italiani iscritti (e se l’è comprato Microsoft).

Qualche esempio di uso scorretto?

Qualcuno usa LinkedIn solo per cercarsi un lavoro, scambiandolo per Monster e InfoJobs. Qualcun altro lo scambia per Facebook, e racconta la sua vita al di fuori del lavoro (perché loro mica sono schiavi come noi del lavoro: lavorano per vivere!). Altri ancora chiedono contatti solo per vendere o vampirizzare gli altri, invece di capire che alla base del networking c’è il dono, la generosità, la condivisione.

E qualche uso virtuoso?

Ci sono molti che usano LinkedIn da attaccanti, per vendere, ma avendo ben presente che il social selling non vuol dire fare i venditori di enciclopedie porta a porta online. Altri usano questo social, e tengo la metafora del titolo, per fare calciomercato: trovare i candidati. Infine qualcuno lo usa per esibirsi in virtuosismi: la pubblicazione di contenuti di valore (content marketing).

Intrigante questo uso delle metafore calcistiche. Altre?

Per esempio uso le figurine e i falli: mi aiutano a spiegare, in parole povere, foto profilo e cadute di stile.

Perché i fondatori di una startup dovrebbero leggerlo?

Perché un piano di comunicazione digitale (con LinkedIn in primo piano) è fondamentale per acquisire notorietà, posizionarsi e curare la reputazione sul Web. Ma non solo: spesso il business angel, prima di incontrare lo startupper al pitch, ha già guardato online chi è. A partire dal profilo LinkedIn.

Il Prontuario per genitori di nativi digitali su MIO

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Il settimanale MIO, dedicato alla famiglia, ha pubblicato la segnalazione del mio Prontuario per genitori di nativi digitali. Ecco l’articolo a firma Marco Perico:

La Guida calcistica di LinkedIn a Radio Lombardia

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