Intervista ad Antonella La Carpia, Pr & Marketing Director di Ebuzzing Italia

Di che cosa vi occupate in Ebuzzing e qual è il tuo ruolo?

ALC: Creiamo engagement attraverso esclusive esperienze di video advertising online. Distribuiamo Ad a un pubblico fortemente targetizzato, tramite il posizionamento di contenuti pubblicitari su: mobile, social media e sui siti di informazione appartenenti al nostro network di premium publisher online.
Oggi siamo felici di poter annunciare che abbiamo realizzato migliaia di campagne, per tutti i più importanti brand multinazionali tra cui: Coca Cola, Adidas, Samsung, Telecom, Heineken, Acer, LG, Evian, Toyota e molti altri. La società è stata fondata da Bertrand Quesada e Pierre Chappaz (ex direttore di Yahoo Europa) nel 2007.
Ebuzzing conta oltre 200 risorse interne e uffici in tutto il mondo. Il nostro dipartimento di R&D è rappresentato da oltre 50 ingegneri che sono il cuore pulsante e la forza dell’innovazione tecnologica dei nostri prodotti. Io sono arrivata nel 2011 e sono responsabile di tutte le attività di marketing e PR per l’Italia. Il mio è un ruolo fortemente differenziato nelle responsabilità e negli obiettivi: dall’emissione di comunicati stampa allo sviluppo di strategie di marketing per la costruzione della brand awareness di Ebuzzing; dall’organizzazione di eventi alla gestione di contenuti corporate per i canali social. Dedico molto tempo ed energie al mio lavoro ma sono molto felice e soddisfatta, soprattutto, perché collaboro con un team internazionale da cui non smetto mai di apprendere.

Come è cambiato il tuo lavoro con l’avvento dei social network?

ALC: I social network hanno radicalmente rivoluzionato il modo di fare comunicazione e marketing. La mia dichiarazione potrà risultare banale e scontata ma è la realtà dei fatti. Oggi gli obiettivi di comunicazione sono tarati per sublimare in tempo zero il concetto di “brand activation” e di conseguenza il tanto speculato engagement. I linguaggi, i ritmi con cui vengono scanditi i processi di “comuni-azione” (comunicare e attivare) e le metriche per misurarne i risultati oggi, sottendono a KPI che fino a pochi anni fa non erano nemmeno contemplabili. Basti pensare a quanto le strategie SEO abbiano influenzato il modo di produrre i contenuti. Un comunicato stampa che nel 2013 viene distribuito anche sul web deve essere prima di tutto pensato e orientato verso questo media. Internet è affollato da “junk content” per questa ragione ci sono regole e procedure ben precise che bisogna seguire per valorizzare un post, un video o un’immagine. Ti faccio un altro esempio: per monitorare i contenuti che quotidianamente condivido sui social o sui siti di informazione devo usare 3 piattaforme diverse. Se mi guardo indietro rimango sconvolta ripensando a quanto il mio lavoro sia stato stravolto alla velocità della luce. Ho iniziato la mia carriera professionale molto giovane. Mi sono iscritta all’ordine dei giornalisti a 22 anni. Ancora sorrido se penso ai primi anni di gavetta in un ufficio stampa istituzionale. La rassegna stampa si faceva ancora a mano: forbici, colla e fotocopie. Adesso, ricevo ogni mattina – in maniera automatizzata – un estratto degli articoli più rilevanti sulla base delle keywords che io stessa aggiorno su un tool di monitoraggio che uso anche per l’emissione dei comunicati stampa. Il riscontro più immediato – rispetto a come stia costantemente cambiando il mio lavoro – ce l’ho anche quando osservo la crescita della pubblicità online. I dati di Nielsen più recenti testimoniano che i media tradizionali hanno subito un crollo considerevole; i brand sono completamente assorbiti dalle dinamiche dei social. Per questo è indispensabile che aziende come la nostra e i direttori marketing non perdano di vista i propri obiettivi di target. E’ fondamentale osservare il mercato costantemente per essere pronti a cambiare rotta in qualsiasi istante, anticipando, prevedendo. Vi consiglio di leggere una celebre intervista di Einstein in cui lui dichiarava: “Non penso mai al futuro. Arriva così presto”. Pe questa ragione l’innovazione in tempo reale è una prerogativa su tutte perché non sono solo realtà come Ebuzzing a imporre cambiamenti e innovazione sulla Rete, piuttosto, l’evoluzione è spesso influenzata da come mutano i comportamenti degli utenti stessi su internet.

Nell’era dei social network, secondo te, è ancora importante avere un sito Web, aziendale o personale?

ALC: I social network hanno amplificato la voce dei brand e ridotto la distanza tra questi ultimi e i consumatori. Allo stesso tempo, sono stati responsabili dei processi di frammentazione dei contenuti. Ogni giorno una singola persona o un brand produce una moltitudine di video, foto, messaggi, articoli che vengono seminati su Twitter piuttosto che su Facebook. Io, personalmente, non ho il tempo per seguire tutto, pertanto, un sito o un blog aziendale hanno ancora la loro funzionalità nel costruire un’identità digitale sintetica e immediata di un utente o di un brand/azienda.

L’intervista a Marco Ferrario (Book Republic)

Intervista al cofondatore di Book Republic (www.bookrepublic.it), Marco Ferrario: