Che cos’è il vamping: la mia intervista a Radio Capital del 22/2/20

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Sabato 22 febbraio la DJ La Mario di Radio Capital mi ha intervistato sul tema del vamping. Puoi riascoltare l’intervista qui:

Per approfondire il tema del vamping fai clic qui:

COMUNICAZIONE DIGITALE E SOCIAL, SERVONO DAVVERO NELLE AZIENDE? [Intervista per Sesvil University]

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A margine della presentazione del percorso “Digital Skill per la Comunicazione e lo Sviluppo del Business” che terrò presso la Sesvil University di Brescia, sono stato intervistato sul tema “Comunicazione digitale e social, servono davvero alle aziende?”.
Ecco l’intervista integrale pubblicata sul sito di Sesvil University.

[INTERVISTA]: COMUNICAZIONE DIGITALE E SOCIAL, SERVONO DAVVERO NELLE AZIENDE?

Non ci sono temi così attuali per le aziende come quelli della comunicazione digitale e dell’uso dei social per sviluppare il business aziendale. E’ evidente come l’era della digitalizzazione abbia trasformato le abitudini delle persone, che oggi passano oggi molto tempo sul web e sui social; per intercettare la loro attenzione le aziende devono saper “governare” l’uso dei canali di comunicazione .

Purtroppo, però, molte aziende non stanno ancora investendo le risorse giuste, tra cui quelle nella formazione, per poter usare al meglio le opportunità del web e dei social. Approfondiamo questo tema nell’intervista a Gianluigi Bonanomi, Brand Journalist, Autore, Formatore del percorso Digital Skill per la Comunicazione e lo Sviluppo del Business di Sesvil University a Brescia.

  1. Si parla molto di comunicazione digitale e di social per sviluppare il business aziendale: ma parliamo di strategie e strumenti davvero utili per le aziende e in che modo?

La comunicazione digitale, inclusa quella social, è ormai una priorità per le aziende da diversi punti di vista e per diversi reparti. Può essere utile per posizionarsi sul mercato (brand positioning), farsi pubblicità (digital advertising), acquisire nuovi clienti (lead generation e social selling), comunicare con i clienti già acquisiti (nurturing e retention), gestire la reputazione digitale (brand reputation), ricevere feedback sui prodotti e servizi e governare le critiche (monitoring e social customer care), coinvolgere dipendenti (brand advocacy) e trovare nuovi talenti (employer branding).

È chiaro che c’è modo e modo di fare comunicazione digitale. Quando è improvvisata, senza una strategia (per esempio un piano editoriale) e tattiche conseguenti, rischia di essere inefficace, a volte addirittura controproducente.

 

  1. La Comunicazione Digitale è dunque essenziale per l’azienda, se gestita in modo adeguato. Parliamo del percorso progettato con Sesvil University: cosa lo rende unico e diverso?

Il percorso proposto con Sesvil University è stato progettato per lavorare su un doppio binario: da una parte dare delle competenze personali, dall’altro delle competenze aziendaliQuesto perché quando si parla di comunicazione digitale, e soprattutto di social, al centro ci sono sempre le persone.

Per esempio, se si cerca un’azienda su LinkedIn, prima si trovano le persone che vi lavorano. Se queste hanno un pessimo profilo personale, fanno danno a sé ma anche all’azienda. Quindi, per restare sul discorso LinkedIn, ci sarà una parte di ottimizzazione dei profili (con il metodo originale “LinkedIn10C”) e una parte di comunicazione corporate sulla pagina aziendale.

Per questi motivi il percorso è utile sia per chi lavora in azienda, ma anche per liberi professionisti. Direi che può risultare fondamentale anche per chi si occupa di comunicazione digitale in agenzie di P.R. o consulenti marketing.

Altra cosa che caratterizza il percorso è il lavoro su tre aspetti:

  1. strategia
  2. contenuti
  3. misurazione dei risultati

In ogni caso la comunicazione digitale oggi è diventata una skill fondamentale per qualsiasi professionista.

  1. Il primo modulo del percorso, Strategie di Comunicazione Digitale d’Impresa, si focalizza sulla scelta dei migliori canali web e sulla realizzazione di un piano editoriale efficace: ci puoi spiegare meglio a chi può servire questo modulo e come?

La strategia è fondamentale, perché lavorare solo su azioni tattiche, senza obiettivi chiari e raggiungibili, rischia di essere una perdita di tempo.

A volte titolari di impresa mi dicono: “Voglio andare su Instagram (o peggio, ultimamente, TikTok)!”. Io rispondo, provocatoriamente: “Perché?”. La contro-risposta è spesso desolante: “Perché ci sono i miei concorrenti”.

Tutto questo non ha alcun senso. Prima si parte dagli obiettivi, poi si stabiliscono quali sono i mezzi (per esempio il piano editoriale, cosa ben diversa dal calendario editoriale che ne è la realizzazione pratica), quindi i canali, per raggiungerli.

A proposito useremo la parte iniziale del percorso per raccontare il perché mettere al centro della propria strategia di comunicazione un social network è un errore.

 

  1. Il percorso prevede l’opportunità di sperimentare ciò che si apprende con esercitazioni pratiche ed anche la possibilità di approfondire i propri casi aziendali con sessioni formative extra one-to-one. Puoi darci qualche anteprima? Quanto queste modalità didattiche possono aiutare negli obiettivi della formazione?

La teoria senza pratica non ha alcun senso, figuriamoci in un corso di comunicazione digitale dove potremmo parlare per ore di algoritmi e best practice di Apple e simili senza che i partecipanti, poi, sappiano dove mettere le mani. Facciamo un esempio: esiste un metodo, chiamato C.A.R.P., per rispondere alle critiche online. Ma senza la prova pratica, l’applicazione sul campo, che senso avrebbe?

Altro esempio: che utilità avrebbe un corso sul public speaking senza dare la possibilità alle persone di preparare una propria presentazione e misurarsi con un discorso di fronte alla classe?

L’obiettivo formativo fondamentale è quello di rendere il più possibile autonomi i partecipanti al corso: devono mettersi in gioco. Dobbiamo metterci in gioco tutti.

Contatta Sesvil per Info: info@sesviluniversity.it | 0302942447

Età per il primo smartphone e cyberbullismo: la mia intervista a Radio Capital del 8/2/20

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Sabato 8 febbraio la DJ La Mario di Radio Capital mi ha intervistato sul tema dell’uso consapevole della tecnologia in famiglia. Puoi riascoltare l’intervista qui:

“I trend social del 2020”: la mia intervista per il settimanale F

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La giornalista Tamara Ferrari del settimanale F di Cairo Editore (il primo femminile in Italia con 110.000 copie) mi ha intervistato sul tema dei trend social del 2020. L’articolo è stato pubblicato sul numero 2/2020 in edicola il 14 gennaio 2020.

Ecco l’intervista sui trend, sul benessere digitale, sulle app più usate dagli adolescenti, sull’intelligenza artificiale e la realtà aumentata:

Natale e digital detox: la mia intervista per Affaritaliani.it

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Il 16 dicembre 2019 sono stato intervistato dal portale Affaritaliani.it in merito alla questione digital detox per commentare i dati di una ricerca di Groupon.

Ecco il contenuto della mia breve intervista:

COME LIBERARSI DALLA DIPENDENZA DELLO SMARTPHONE?
Lo abbiamo chiesto a Gianluigi Bonanomi, formatore digitale che – oltre a lavorare presso le aziende e nella comunicazione politica – viene sempre più spesso ingaggiato per corsi riguardanti i pericoli del web. Tra questi ritentra la dipendenza dallo smartphone, questione che va affrontata con grande serietà.

“Il tema del benessere digitale – o il contraltare techno-stress – sarà sempre più un’emergenza, a partire anche da questo Natale”, spiega Bonanomi.

“Tutta la tecnologia che ci circonda sta provocando un indubitabile sovraccarico che, in molti casi, provoca appunto stress. Non a caso molte aziende stanno giù correndo ai ripari con corsi e provvedimenti in favore del benessere digitale”.

“Ma in famiglia? Molti iniziano a porre delle regole: niente tecnologia a tavola, in camera da letto, durante lo sport e i giochi in famiglia e così via. Esistono proposte commerciali, viaggi digital detox, anche per il Natale: soggiorni tech-free che rappresentano un vero lusso, visti soprattutto i costi. Stiamo vivendo la stessa parabola del cibo: all’inizio chi poteva permetterselo viveva il Natale con pranzi luculliani e cibo senza limiti, ora il vero lusso è mangiare sano e bio anche sotto l’albero. Quanti possono permettersi di rinunciare, a pagamento, alla tecnologia?”.

Salvini su TikTok: la mia intervista per Affaritaliani.it

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Il 17 novembre 2019 sono stato intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it in occasione dello sbarco su TikTok di Salvini. Ecco l’articolo.

Perché Salvini ha fatto flop su TikTok? Parola all’esperto Gianluigi Bonanomi

Il “Guru” della comunicazione spiega: “L’inizio è stato un disastro, ma la strada è quella giusta: deve ‘solo’ cambiare stile, adeguandosi al target”

L’ESORDIO DI MATTEO SALVINI SU TIKTOK SI RIVELA UN FLOP – INTERVISTA A GIANLUIGI BONANOMI, “GURU” DELLA COMUNICAZIONE IN RETE E PROFONDO CONOSCITORE DEI CANALI FREQUENTATI DAGLI ADOLESCENTI

Come funziona la strategia di Matteo Salvini sui social? Tutti parlano (a ragione) della capacità di influire sul consenso della “Bestia”, la corpulenta macchina della comunicazione approntata dal leader della Lega e messa sotto la lente di ingrandimento anche dalle ultime puntate di “Report”, a proposito del presunto utilizzo di chatbot e altri strumenti di propaganda.

La comunicazione di Salvini sembrava davvero non sbagliare mai un colpo, fino a quando “il Capitano” non si è imbattuto in Tik Tok, strumento sempre più popolare tra i giovanissimi e ancora sconosciuto a molti adulti.

Salvini ha avuto il merito di essere il primo politico a sbarcarvi, ma molto presto si è imbattuto con una serie di reazioni negative, derivanti dal fatto che per le giovani generazioni vivere in una società multietnica  sembra ormai normale e anche da alcune scelte comunicative che si sono rivelate fallimentari.

Ma perché Salvini ha fatto flop su TikTok? Per esaminare questo curioso fenomeno abbiamo chiesto il parere di Gianluigi Bonanomi, vero e proprio “guru” della Rete. Oltre a essere un formatore richiestissimo dalle aziende (ad esempio per il corretto uso di LinkedIn), tiene interessanti corsi per ragazzi e genitori sui pericoli del Web e le sue competenze cominciano a essere richieste anche in politica, dove i budget sempre più esigui destinati alle campagne elettorali rendono fondamentale usare al meglio l’uso di Internet e dei social.

Gianluigi Bonanomi, partiamo dal principio: perché Salvini è andato su TikTok?

“Sebbene TikTok, ex Musically (con cui si è fuso), sia considerato solo un passatempo per preadolescenti e adolescenti, le cose stanno radicalmente cambiando: un miliardo e mezzo di utenti stanno ingolosendo tanti, a partire dalle aziende che iniziano a stanziare budget di advertising. Finora nessun politico si era azzardato a metterci il naso. Anche perché molti, immagino, non sanno nemmeno che cosa diavolo sia TikTok. Non di certo Salvini, che con la sua Bestia ha dimostrato di aver compreso che per ottenere risultati diversi, in termini di attenzione e partecipazione, occorre fare cose diverse: non solo cartelloni pubblicitari e quarte di copertina, ma advertising sui social e meme.Per rispondere alla domanda: ovviamente Salvini puntava ai minorenni; del resto è, al momento, l’unico personaggio politico che ha delle chance per strapparli all’astensionismo. Sta preparando la strada per il futuro prossimo.”

Come giudicherebbe i primi passi di Salvini su questo social così particolare?

“Direi un disastro. Questa app, dedicata alla musica, al ballo e alla “recitazione” non è adatta ai mini-comizi live di Salvini: contenuti che invece su Facebook sono perfetti e mandano in visibilio orde di quarantenni e gattini. Tra una challenge e un balletto, i ragazzi di TikTok si sono ritrovati un video malfatto del Senatore che stringe mani ai Carabinieri e un altro video, preso da un talk show, con le solite invettive contro gli immigrati. Per non dire del terzo, dove Salvini parla di un albero umbro. Tre contenuti mai visti su TikTok e che non sono piaciuti per niente ai ragazzi. Anzi, spesso mi è capitato di vedere su TikTok contenuti anti-razzisti e sulla tolleranza, e infatti molti commenti sono stati impietosi”.

Cosa insegna questa storia a chi si occupa di politica e comunicazione?

“La morale è sempre quella: canali diversi esigono stili comunicativi e contenuti diversi, perché spesso sono diversi i target e gli obiettivi. Altrimenti che senso avrebbe distinguere tra Facebook, Twitter, LinkedIn e altro? Cerco disperatamente di farlo capire nei corsi e nelle consulenze alle aziende: se ribalti il contenuto di Facebook su Twitter, così com’è e in automatico, non solo stai sbagliando tecnicamente, perché sono canali con regole e grammatiche diverse, ma dimostri di non aver capito che prima si parte dall’analisi del target e poi si crea il contenuto. Non viceversa. Non puoi prendere i contenuti che funzionano su Facebook, dove non si trova un minorenne neanche per sbaglio, e metterlo in un social così particolare, così diverso. È vero che Salvini ha provato a semplificare il messaggio e sclerotizzarlo: il primo video, quello con i Carabinieri, aveva in sottofondo una musica trionfalistica e in sovraimpressione scritte sull’onore, ma ribadisco: una ragazzina dodicenne, che ha appena finito di vedere una sfida, challenge, di scarpette, come può prendere un contenuto del genere?Ultimo esempio: il quarto video vede Salvini che canta Vasco Rossi. Ai tredicenni pazzi per ‘Carote, carote, solo carote’ che cosa può importare una canzone di un quasi settantenne? In ogni caso la strada è giusta. Basterebbe cambiare stile”.

Social selling: la mia intervista per L’Eco della Stampa

In questo estratto della puntata della rubrica #ECOFFEE del 10 settembre 2019, l’Eco della Stampa mi ha intervistato sul tema del #socialselling.

Per info e per vedere l’intervista completa: https://bit.ly/MIArena

DINOSAURI E PERSONAL BRANDING, DALLA STAMPA AL DIGITALE [la mia intervista per 4Graph]

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Questo articolo, con annessa intervista, mi è stato dedicato da 4Graph.it il 15 luglio 2019.

DINOSAURI E PERSONAL BRANDING, DALLA STAMPA AL DIGITALE

Gianluigi Bonanomi, autore di numerosi libri dedicati alla tecnologia e al modo migliore di utilizzarla, si definisce “digitale per formazione”, e infatti i corsi di formazione che tiene ad aziende e istituzioni rappresentano una buona parte della sua giornata lavorativa.

Abbiamo assistito ad alcuni dei suoi corsi, e speriamo non ce ne vorrà se sveliamo qui quella che è una delle sue classiche frasi di presentazione: “All’inizio della mia carriera scrivevo di tecnologia su testate cartaceee. Erano i primi anni 2000, e ogni giorno che passava mi sembrava sempre più di assomigliare ai dinosauri che pascolavano tranquilli, o anche agitati è indifferente, commentando saggiamente fra loro quella luce bizzarra che vedevano muoversi nel cielo. In effetti, poco dopo il meteorite mi cadde davvero sulla testa: la casa editrice per cui lavoravo ebbe delle vicissitudini molto sgradevoli e mi ritrovai, come si dice, a spasso. Ecco, quella è stata la mia fortuna”.

Una delle doti di Gianluigi Bonanomi, come avete visto, è la capacità di affabulare, di raccontare storie ai suoi ascoltatori legandole a eventi che coinvolgono concretamente la loro vita, parlando spesso anche della sua.

Di questa dote ha fatto uno dei cardini dell’attività di formatore, o meglio della promozione di questa attività. Mettendo a frutto la sua abilità nella scrittura ha saputo coniugare editoria e digitale, realizzando una serie di libri che aiutano a comprendere meglio il mondo dei social e che, nello stesso momento, aiutano a costruire il suo “personal branding”.

“I libri e la carta non sono morti, anzi. Dopo un periodo in cui non è che stessero proprio benissimo, gli strumenti cartacei stanno vivendo una nuova stagione interessante. Io per esempio in questi anni ho pubblicato almeno una decina di libri a stampa con diversi editori, e la loro presenza sugli scaffali delle librerie ha contribuito a diffondere la mia notorietà fra i due tipi di pubblico in cui si divide la mia attività di formatore, che rappresenta ormai il mio core business. Per il pubblico business tengo corsi su linkedin, sul content marketing, su come parlare in pubblico mentre al pubblico “consumer” mi rivolgo con pubblicazioni e corsi legati agli argomenti che più impattano sulla loro vita quotidiana”.

Così accanto a titoli come “Job War”, “Vivere nella Nuvola”“Il Guru di Google” ha pubblicato testi che sono diventati un must per le istituzioni pubbliche che prenotano con mesi di anticipo le conferenze di Gianluigi Bonanomi.

“Con la casa editrice Ledizioni ho pubblicato due volumi che sono sempre molto richiesti alla fine delle serate che tengo nelle biblioteche e nelle scuole (li trovate sul tavolo all’ingresso della sala e firmo anche le copie… voi però potete ordinarli anche online, non mi offendo). Uno si intitola “Navigazione Familiare”, l’altro “Prontuario per genitori di nativi digitali.”

Particolarmente interessante per chi si trovi a gestire figli preadolescenti e adolescenti, “Navigazione Familiare”, che propone un approccio capace di scardinare i conflitti che spesso sono innescati dalla presenza invasiva delle nuove tecnologie in famiglia con un trucco semplice: la condivisione.

“I divieti non portano a niente se non ad altri conflitti magari anche più forti. Nel mio libro e nelle mie conferenza sostengo che stabilire regole condivise fra genitori e figli, trascorrere insieme i momenti in rete parlando delle esperienze che vi si possono fare, mettere in atto strategie di sicurezza capace di difendere i più piccoli possono portare alla costruzione di un futuro migliore e più consapevole per i nativi digitali. E a meno rotture di scatole per i genitori.”

Gianluigi Bonanomi è così, professionale e sarcastico, e anche questa sua dote di pungente ironia è stata messa a frutto in due libri: “Utonti – rassegna tragicomica di utenti informatici che proprio non ce la fanno” e “Anche i nerd nel loro piccolo sghignazzano”.

“In questo libro ho raccolto alcune battute che mi sorgono spontanee quando mi trovo a interagire con la rete, con i suoi utenti, con la seriosità di certi modi di intendere il lavoro e l’impegno che spesso portano a ridicoli scivoloni sulle proverbiali bucce di banana. Ogni giorno pubblico sulla mia pagina Facebook un meme tratto da questo libro, e devo dire che sono sempre molto seguiti.”

Ne pubblichiamo alcuni nella gallery, mentre salutiamo Gianluigi Bonanomi, che ci tiene a precisare che lui dei dinosauri si preoccupa ancora: “Da qualche anno tengo ai miei colleghi giornalisti dei corsi di formazione al digitale. I corsi sono organizzati da Primopiano, ente formatore accreditato dall’Ordine dei Giornalisti per la formazione professionale della categoria. A loro parlo di branded content, di newsletter e di altre cose che ci aiutano a tenere d’occhio se per caso stanno arrivando altri meteoriti.”.

Il video “Debullying on stage. Sii tu l’eroe” e l’audio-intervista all’autore Andrea Di Tullio

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Sabato 1 giugno 2019 è stato presentato il video sul bullismo, promosso dalla Società nazionale di mutuo soccorso CesarePozzo, chiamato “Debullying on stage – Sii tu l’eroe”. Si tratta di un video realizzato per conoscere e superare il bullismo, dando voce ai ragazzi delle scuole.
L’autore del video è Andrea Di Tullio: ho chiesto a lui di raccontare la genesi del progetto. Qui potete ascoltare la chiacchierata che abbiamo fatto e che finirà nel podcast “Genitorialità e tecnologia” (nella puntata 71) a settembre:

Nell’intervista Andrea fa riferimento alle lettere di Michele Ruffino; puoi leggere la sua storia in questo articolo: Torino, le lettere denuncia di Michele: “Stanno facendo sbiadire i miei sogni”.
Qui invece puoi vedere il video “Debullying on stage – Sii tu l’eroe”:

Questo il comunicato stampa dell’iniziativa:

CesarePozzo_presenta_Debullying_on_stage

Perché ho iniziato a fare i podcast? La mia intervista per “Esperienze digitali”

Da più di un anno, ogni maledetto lunedì, pubblico una puntata del podcast “Genitorialità e tecnologia“. Ho parlato del perché ho iniziato a fare podcasting, e come mi ha cambiato la vita, a Simone Capomolla, conosciuto come Capogeek, in un’intervista durante una maratorna live del suo podcast “Esperienze digitali“. Ecco l’intervista:

Ascolta “Intervento di Gianluigi Bonanomi nella Maratona 8h” su Spreaker.