Copy, il nuovo servizio cloud con tanti Gb gratis

Ogni utente, partendo da 15 Gb, può guadagnare molto spazio facendo iscrivere gli amici


Copy (https://www.copy.com) è un servizio di cloud storage: consente di salvare i propri file sulla nuvola e, come Dropbox, di gestire anche una cartella sul computer che si sincronizza automaticamente con l’online.

Prodotto da Barracuda Networks, per entrare in un mercato quasi saturo, ha deciso di puntare tutto sulla quantità di spazio gratis a disposizione. Chi si inscrive al servizio, infatti, parte da una base di 15 Gb disponibili. Quantità facilmente aumentabile con un sistema di “referral” simile a quello di Dropbox ma molto più generoso: ogni amico che si iscriverà al servizio su nostra indicazione guadagnerà 5 Gb, e ne farà guadagnare altrettanti a noi. In tal modo nel giro di qualche giorno è facile disporre di una quarantina di Gb di spazio, anche se i responsabili del servizio affermano che, in media, ogni utente dispone di 60 Gb gratis. Ciò non toglie che per chi ha esigenze “professionali” sono previsti pacchetti per l’acquisto di spazio supplementare: si parla di canoni da 9,99 dollari al mese fino a 99 dollari al mese per 250 Gb.

Come ogni buon servizio di “cloud storage” che si rispetti, Copy permette anche di condividere i file caricati online ma soprattutto consente di accedere ai propri file anche in mobilità, grazie alle app gratuite per iOS (http://itunes.apple.com/us/app/copy-for-ios/id546789632?mt=8&uo=4) e Android (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.copy).

YouTube, ecco l’Ultra HD

Uno dei problemi del 4K, i firmati in Ultra HD che sono quattro volte più definiti dell’HD, era fino a qualche tempo fa quello che non si trovavano i contenuti. I produttori di televisori, in testa Samsung e LG, continuavano a sfornare modelli con risoluzione 3840 per 2160 pixel o più, ma i clienti, poi, non sapevano come sfruttarli.

Ora però i contenuti cominciano ad arrivare. YouTube, per esempio, ha introdotto l’opzione che permette di scegliere la visualizzazione a 4K. In particolare si può scegliere la risoluzione di 4096 per 2160 o la già citata 3840 per 2160 pixel. In realtà la piattaforma video di Google supportava queste risoluzioni da qualche anno, fin dal 2010, ma fino a qualche tempo fa l’opzione 2160p non era selezionabile.

Si può ragionevolmente affermare che ormai l’UltraHD è maturo, visto che lo supportano non solo molti televisori e smartphone, ma anche le console PlayStation 4 e Xbox One, la action camera Go Pro o la macchina fotografica Canon 4K EOS-1D C.

 

I migliori 5 video in 4K da vedere su YouTube

Un’avvertenza: per godere dei video alla massima qualità occorre aprire, in YouTube, il menu delle impostazioni, poi quello della qualità delle immagini, infine selezionare “2160p”.

videoYouTubefullHD

1 Wildlife in Ultra HD

Spesso le immagini della natura sono sbalorditive…

http://youtu.be/xDMP3i36naA

 

2 Sundance in 4K

Ancora natura, ma in chiave “raggio di sole”.

http://youtu.be/4pSzhZ76GdM

 

3 Italy in 4K

Se il nostro si chiama “bel paese”, un motivo ci sarà…

http://youtu.be/eUnLEXXK7g4

 

4 “Go Beyond”

Non poteva mancare un bell’esempio di “timelapse” (la tecnica che permette di creare un video unendo una serie di scatti fotografici in sequenza).

http://youtu.be/suWsd372pQE

 

5 Hubble Space Telescope

Alcune meravigliose immagini dello spazio. Direttamente dalla Nasa.

http://youtu.be/WRtn5o02erk

Le peggiori password del 2013

password

Sulle pagine di Computer Idea abbiamo sottolineato più e più volte quanto sia importante scegliere una password sicura, sufficientemente lunga e complessa, ricca di numeri e caratteri speciali. Sicuramente non banale. Eppure ci sono tantissimi utenti che continuano a usare password scontatissime, come il proprio nome, la data di nascita o, peggio, parole diffusissime.
Spinback, azienda che si occupa di sicurezza, ha stilato la classifica delle 30 peggiori parele d’ordine dell’anno appena concluso. Ecco le prime 10:

1. 123456

2. 123456789

3. password

4. Nomi dei propri animali

5. 12345678

6. qwerty

7. 1234567

8. 111111

9. Luogo di nascita

10. 123123 .

Davvero poca fantasia. Per l’elenco completo potete consultare il blog di Spinback: http://blog.spinbackup.com.

Guinness: l’uso creativo dei QR code

guinness

La Guinness, azienda irlandese che produce una delle migliori birre scure in circolazione, ha ideato una campagna marketing davvero originale, molto apprezzata dai consumatori e premiata con il “Caples International Award”. In pratica ha sviluppato un codice QR stampato direttamente sui bicchieri di birra. Il codice può essere inquadrato con lo smartphone solo quando il bicchiere è pieno. A patto che il liquido contenuto sia scuro, perché serve il contrasto per evidenziare il codice. Un liquido scuro, guarda caso, come la sua birra!

La scansione, grazie un’app che legge i QR, rimanda agli account social dell’azienda, dove i clienti possono condividere la foto della Guinness appena ordinata e il locale dove la stanno trangugiando. In cambio possono scaricare contenuti speciali: sfondi e suoni per il telefonino, filmati, news dall’azienda e così via.

Qual è il telefono più venduto al mondo?

nokia

No, il telefono più venduto al mondo non è un iPhone. E nemmeno un Galaxy. A dire il vero non è nemmeno uno smartphone. Con ben 250 milioni di pezzi venduti in tutto il Globo, il best seller della categoria telefoni è l’economico Nokia 1100. Anzi è addirittura il gadget tecnologico più venduto di tutti i tempi.
Le ragioni della sua popolarità? Oltre al prezzo, poche decine di euro, vanno annoverate l’affidabilità e la durata della batteria. Del resto con uno schermo così piccolo, monocromatico e con risoluzione 96 per 65 pixel, non c’è confronto con gli schermi touch dei telefoni di ultima generazione, veri succhia-carica. Il terminale è limitato: niente browser, neanche una fotocamera, non si collega alla Rete. Però ha il giochino Snake!

700 eBook gratis dall’Università della California

eBook

La collezione degli eBook dell’University of California Press, testi pubblicati dal 1982 al 2004, è ora accessibile liberamente a tutti.  Si tratta di oltre 700 titoli, in continua crescita: tutti i nuovi titoli che saranno pubblicati in futuro saranno scaricabile gratuitamente. Dove e come? Il sito di riferimento è http://publishing.cdlib.org/ucpressebooks. I libri possono essere cercati in base al soggetto: tantissimi i titoli che si occupano di storia, e in particolare di storia americana e californiana, del West in generale. Ma non mancano i libri su religione, letteratura e studi internazionali, con particolare riferimento a Medio Oriente, Asia e Francia.
Per avere la certezza di consultare libri “liberi”, occorre impostare il menu Show su “Public access books”. L’unico problema è che i libri non possono essere scaricati per la lettura su eReader o tablet. Devono essere consultati on-line.

Bimbi al sicuro on-line

La Rete è piena di insidie per i minori. Se i genitori non li affiancano sempre durante le sessioni on-line, possono delegare a un sistema di filtro famiglia.

parental_advisory
La Rete è un “luogo” poco sicuro, soprattutto per i minori. Le minacce sono sempre di più, e sempre più subdole: contenuti sconvenienti, pedopornografia, malintenzionati, ladri. Ne siamo consapevoli? A quanto pare, no. In occasione dell’ultimo “Safer Internet Day”, iniziativa della Commissione Europea per incrementare il livello di consapevolezza dei problemi di sicurezza legati a Internet, un’indagine ha rivelato che solo il 2% degli utenti ha la piena consapevolezza dei rischi della Rete e le conoscenze adatte a difendersi, e il 71% dispone di una protezione di base, ma non le conoscenze per usarla. Se gli utenti non sanno difendere se stessi, come possono proteggere i minori? La risposta è una sola: usando gli strumenti adatti; meglio se estremamente semplici.

Il parental control

Il concetto di parental control, letteralmente “controllo dei genitori”, è spesso tradotto da noi come “filtro famiglia”. Si tratta di una serie di strumenti software che impediscono l’accesso dei bambini ai contenuti sconvenienti. Per esempio bloccando intere categorie di siti o contenuti, a volte anche solo per determinati periodi, o inibendo l’uso di particolari software. Detto che è semplice bloccare determinate applicazioni pericolose, come chat o videogame, per quanto riguarda i siti, invece, il blocco è totale: tutti i contenuti di determinate categorie sono inibiti e vengono visualizzati solo eventuali eccezioni, da includere in particolari elenchi, detti anche “white list”. Visto però che non è possibile elencare tutti i siti proibiti del mondo, come funziona il blocco? Si usano dei filtri dinamici, che utilizzano particolari criteri per distinguere i contenuti buoni da quelli cattivi. L’analisi semantica, per esempio, è in grado di individuare i termini solitamente associati a contenuti sconvenienti.

 

Programmi dedicati

Oltre ai sistemi di parental control inclusi nelle suite di sicurezza o nel sistema operativo, sono molti i programmi dedicati alla difesa dei minori on-line. Si chiamano “cyber nanny”, tate digitali e spesso sono gratis.
Uno dei più utilizzati è Windows Live Family Safety, il filtro famiglia della famiglia Live Essential di Microsoft. Il software, che si integra perfettamente con Windows 7, permette di bloccare molti contenuti inadatti, dai videogiochi, usando lo standard PEGI, ai file potenzialmente forieri di malware. È possibile anche monitorare cosa stanno facendo i figli a distanza.
Tra gli altri programmi segnaliamo sicuramente K9 Web Protection. Lo si scarica all’indirizzo Web www.k9webprotection.com ed è disponibile per Windows e Mac. Le sue performance sono sbalorditive. Prima di tutto, è molto efficace nel controllo della navigazione: riconosce oltre 70 categorie di contenuti sconvenienti  e li blocca quasi sempre senza esitazioni. Può inibire, durante la ricerca con i più comuni motori, i risultati inappropriati. Permette di impostare fasce d’uso del PC. Consente di impostare white e black list di contenuti. Può limitare l’accesso a determinati contenuti (per esempio pagine Web) che possono poi essere sbloccati con l’inserimento di una password. Fornisce dettagliati report sull’uso del computer. Cataloga, in tempo reale, nuovi contenuti a rischio. Tutto questo, come Windows Live Family Safety, a costo zero: basta solo registrarsi sul sito Web, per ottenere una licenza gratuita, prima dell’installazione.
Molto quotati anche Davide.it, che costa 60 euro all’anno, e Profil Parental Filter 2, in prova gratuita per un mese qui: www.profiltechnology.com.

La protezione di Eset

Molti programmi antivirus o suite di sicurezza includono anche un modulo di parental control, in modo da non doverne installare uno aggiuntivo. È il caso, per esempio, di ESET Smart Security. Questa suite, che include anche il celebre antivirus Nod32, prevede un utile strumento per i genitori. Una volta installato e impostato correttamente, come vedremo nei tutorial in queste pagine, la suite blocca i contenuti sconvenienti e pericolosi, permettendo al genitore un controllo completo sull’account del minore. Il titolare di ogni account di Windows può essere etichettato come genitore, oppure come minore: adolescente o bambino. A seconda dell’età, che può essere espressa anche in anni, vi saranno livello di filtro diversi.

 

Installiamo Smart Security 5

1. Il sito Web di Eset
La versione di prova di un mese di Smart Security 5 si trova sul sito di Eset. La pagina introduttiva del prodotta si trova a questo indirizzo (ora è disponibile la versione 7). Per scaricare il primo file di installazione, andiamo invece nella sezione Download.

2. Un pacchetto completo
Come spiegato dalla prima schermata della procedura di installazione, Smart Security include l’antivirus Nod32, l’antispam e un firewall: è una soluzione completa. Come vedremo, contiene anche il parental control. Tutto in lingua italiana.

3. L’installazione di Smart Security
La procedura di installazione è divisa in più passaggi e potrebbe durare diversi minuti, visto che la mole di dati da scaricare è di alcune decina di Mb. Difficile quantificare: dipende dalla velocità della nostra connessione.

4. Sicurezza 2.0
A un certo punto la procedura di installazione ci propone di partecipare al Live Grid. Di che cosa si tratta? In pratica Eset, la società che produce Nod32 e questa suite, ha deciso di puntare sulla sicurezza 2.0, confrontando le informazioni relative alla sicurezza del computer con quelle di tutti gli altri utenti connessi in Rete.

Impostiamo il filtro famiglia

1. La pagina principale
Una volta avviata e aggiornata, la Smart Security mostra la pagina principale e in particolare lo stato della protezione dei diversi comparti: computer, rete, Web eccetera. Per accedere alla sezione relativa al parental control, facciamo clic su Configurazione.
2. Nella centrale di comando
Nella pagina della configurazione si ha un quadro completo delle aree di intervento della suite di Eset. Troviamo anche la voce HIPS: si riferisce a un sistema di sicurezza, molto avanzato, che funziona in tempo reale. La sezione del filtro famiglia si raggiunge con un clic su Controllo accessi.
3. Il controllo è attivato

Il controllo accessi è automaticamente attivato sin dall’installazione del software. Se serve è anche possibile disattivarlo: per periodi di tempo determinati o fino al prossimo riavvio. Per farlo basta un clic su Attivato.
4. Impostiamo una password
Cosa molto importante: il controllo deve essere protetto, onde evitare che venga disattivato con un semplice clic. Selezioniamo l’opzione Imposta password e immettiamo una parola d’ordine due volte.
5. Definiamo i profili
Smart Security ci chiede di indicare, per ogni profilo di Windows, se è in uso a un bambino, a un adolescente o a un genitore. Si può anche indicare l’età esatta. Questo permette al software di impostare livelli di sicurezza differenti.
6. Eccezioni al blocco di siti
Il programma blocca tutta una serie di siti sconvenienti o pericolosi, ma permette anche di sbloccarne alcuni, inserendone semplicemente l’URL.  Basta fare clic su “Imposta eccezione per la pagina Web” e poi elencare le eccezioni.

 

La carta di Alba
La Fondazione Movimento Bambino (www.movimentobambino.org), con il contributo della Fondazione Ferrero, lanciò nel lontano 2008 la “Carta di Alba”: un documento a livello internazionale per la tutela dei bambini in Internet, dodici punti che dettano le regole per rendere la Rete sicura. Questa carta è tornata in auge: sarà presentata alla Commissione bicamerale per l’Infanzia e seguirà l’iter per essere trasformata in progetto di legge.

 

 

La scomparsa del telecomando

Entro la fine dell’anno, i primi televisori che si governano con la voce.

NuanceDragonTV

Vi ricordate quando, spaparanzati davanti al televisore, eravate colti da un raptus di zapping? Ma il telecomando non si trovava, perché sepolto tra i cuscini del divano, o finito nella cuccia del cane. Poi, una volta trovato, non funzionavano le pile. D’ora in poi tutto questo sarà solo un ricordo. Grazie alla tecnologia di Nuance, azienda americana leader mondiale nel riconoscimento vocale (sono i produttori di Dragon Naturally Speaking e sono dietro a Siri di iPhone 4S), sempre più oggetti elettronici saranno governati dalla voce. L’autoradio e il navigatore satellitare, così come, appunto, il televisore. Il sistema – già implementato nei televisori Samsung, LG e Panasonic – funziona in modo molto semplice. La ricezione comandi si attiva con una parola chiave, una specie di “Apriti Sesamo”: “Dragon TV”. Così appare a schermo un menu, con diverse opzioni. Potete dire all’apparecchio di cambiare canale, pronunciando il nome dell’emittente o il numero con cui è memorizzato. Potete chiedere di vedere il palinsesto delle trasmissioni, e di videoregistrarne una. Siccome questi televisori saranno “intelligenti” (smart TV), potete anche dire di visitare un determinato sito: si aprirà il browser, che s’indirizzerà automaticamente alla pagina desiderata. Potete anche dire: “Fammi ascoltare un brano dei Queen”; lui mostra diversi video di Youtube, e voi ordinate di avviarne uno, semplicemente pronunciando il numero cui è associato.
Un trionfo per i pigri e per i patiti di tecnologia (a volte, le due categorie, coincidono).

Testare le potenzialità del riconoscimento vocale

Se volete testare gratuitamente le potenzialità dell’uso della voce come strumento di “input”, scaricate sul vostro smartphone (Apple o Android) la app “Dragon Dictation”. Consente di dettare al cellulare dei brani, che sono riconosciuti con accuratezza sorprendente. Che fare poi dei brani così composti, senza mani? Potete spedirli come SMS, e-mail, copiarli negli appunti per incollarli in altre app o postarli sui vostri social network preferiti.

Lettore multimediale. Dislessico

Ho tra le mani il piccolo manuale utente di un lettore MP3/MP4 di Maxell, modello Rock.

lettore

Leggo, nelle pagine in italiano (sic!), quanto segue:

Titolo: “Prima di usare il giocatore…”
Il giocatore?
Vuoi vedere che hanno tradotto “Player”…
Questi sarebbero capaci di tradurre “Windows Media Player” così: “Giocatore in mezzo alle finestre”.

Proseguo.
“Sostiene la sfoglia di foto in JPG formato”.
Capito: le foto sono compresse perché si usa il mattarello!

Poi.
“Regolare la chiave di blocco sotto la condizione bloccata per bloccare la tastiera”.
L’autore ha avuto un blocco creativo.

Inoltre.
“Il software sostiene pienamente che convertire velocemente il video di multi-formato in AVI formato d’alta qualità”.
Con lo scappellamento a destra.

E infine.
“Quando nel giocatore un file di Musica ha un file della lirica di canzone con lo stesso nome, la lirica di canzone varrà visualizzata automaticamente durante la riproduzione di Musica”.

Informasochismo

Il mio psicoterapeuta, il dottor Norton, non capisce nulla. Dice che ho dei problemi, che ho il cervello frammentato e cose così. Lo fa solo per spillarmi qualche Giga di soldi. Io non ho nulla che non vada. Conduco una vita normalissima, on-line, e ho i miei piccoli vizi. Quando si carica un sito, cerco di chiudere il più in fretta possibile la pagina principale, per godermi appieno banner e pop-up, ne vado matto. Adoro le schermate blu (ce ne sono alcune “psichedeliche”), i CD autoinstallanti che riavviano il PC senza chiedermelo, colleziono programmini dialer, uso il lettore CD-ROM come porta-bevande, cancello le cartelle di sistema a caso, quando chatto con gli sconosciutoi lascio loro il mio indirizzo di casa e il numero di cellulare, stacco l’alimentatore a tradimento mentre il PC è acceso, e lascio il mio indirizzo di posta ovunque, sulla Rete. A volte, se sono di buon umore, spengo il computer direttamente dall’interruttore, senza passare da… Avvio. Vado in brodo di giuggiole quando, al riavvio, parte lo Scandisk e si blocca.
Ma non ditemi che non sono normale, che mi manca qualche driver: voi, cari utenti, fate le stesse identiche cose.