Il mio speech “Comunicare valore” per Beretta Armi (25 febbraio 2019)

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Lo scorso 25 febbraio 2019 sono stato invitato da Beretta (azienda con 500 anni di storia!) a tenere uno speech, per agenti e clienti nello splendido scenario del poligono per tiro al piattello Trap Concaverde di Lonato, sul tema “Comunicare valore“.

Queste un paio di immagini dell’evento:

Qui trovi il video con il mio speech e le mie slide:

Il corso sulla ricerca del lavoro a Bernareggio

Sabato 23 febbraio ho tenuto un corso sulla ricerca del lavoro online presso il Comune di Bernareggio (MB). Questo il resocondo di Merateonline:

L’importanza della ricerca del lavoro, messa in pratica con il buon uso delle nuove tecnologie. Questo l’argomento oggetto del primo dei quattro incontri formativi a Bernareggio, incentrati sulle opportunità del digitale e patrocinati dal comune, con la collaborazione dell’associazione Pinamonte. Una lezione particolare quella di sabato mattina all’auditorium Europa, con un esperto del settore d’eccezione, il giornalista hi-tech, scrittore e formatore Gianluigi Bonanomi. “Oggi, con gli strumenti a disposizione, non è più giustificata l’ignoranza di chi cerca lavoro alla cieca. Allo stesso tempo, restare fuori dal campo della ricerca del lavoro per 10-15 anni può essere rischioso in un periodo dove tutto sta cambiando velocemente”.
Gianluigi Bonanomi con l’assessore alle Politiche Sociali Jamila Abouri
La premessa doverosa di Bonanomi è partita dalla constatazione che cercare lavoro, se fatto bene, è già di per sé un lavoro. Ma perché è così importante tenere aperto anche il canale della ricerca online? Per diverse ragioni. Intanto per potersi autocandidare facilmente in qualsiasi momento. Uno strumento, quello dell’invio del curriculum online con l’autopresentazione, estremamente utile perché sempre consultabile in un archivio, anche qualora in quel momento non risultino aperte posizioni nell’azienda in questione. E poi perché alle stesse aziende costa meno consultare i cv in archivio piuttosto che dover pagare appositamente i motori di ricerca o le varie agenzie interinali, che sono mosse da logiche profittevoli. Inoltre, statisticamente l’autocandidatura è la modalità di ricerca lavorativa che ha più successo, posto che anche le stesse agenzie del lavoro, così come strutturate oggi, danno basse percentuali di successo.
Ci sono poi modi e modi per compilare il curriculum. “Inviare mille candidature tutte uguali a committenti di settori diversi non ha obiettivamente senso – ha spiegato Bonanomi – per assurdo per ogni profilo di candidato si potrebbero compilare tre o quattro curriculum diversi a seconda dell’ambito dell’azienda, riadattandoli ogni volta e ricordando il loro scopo comunicativo. Nel curriculum devo essere in grado di raccontare in maniera semplice la mia professione, cercando di soddisfare le prerogative del profilo ricercato. L’autoincensamento, ad esempio, non funziona”. Tanti, ancora, i consigli dispensati da Bonanomi per la redazione di un curriculum il più completo possibile, non solo sui contenuti, ma anche a livello formale, un aspetto non secondario, eppure spesso trascurato. Dai grassetti, per mettere in sovraimpressione le competenze, all’utilizzo dei font senza le cosiddette grazie, per rendere la presentazione più professionale. Fino alla sottolineatura delle competenze trasversali nel bagaglio, che alcuni datori potrebbero tenere più in considerazione rispetto alle competenze specifiche, in quanto testimoni di maggiore versatilità. In quanto ai social, oggi anche Facebook dà la possibilità alle aziende di inserire inserzioni a pagamento per potenziali assunzioni. Insomma, tanta carne al fuoco per un argomento senza dubbio di grande attualità, con la carrellata sui motori di ricerca, le app e i siti più accreditati per la ricerca del lavoro online a completare una lezione, per i presenti, spendibile fin da subito.

 

Diritto d’autore: le dieci novità (semiserie) della riforma Ue

Questo è il mio primo articolo satirico realizzato per Agenda Digitale e pubblicato qui.

Ecco le dieci novità più eclatanti con cui dovremo fare i conti dopo l’approvazione della nuova direttiva Ue sul Copyright (spoiler: si fa per ridere, eh!)

l 13 febbraio Parlamento, Consiglio europeo e Commissione hanno raggiunto un accordo sulla cosiddetta “direttiva sul copyright”.

Ecco le 10 cose che cambieranno.

  • I giornalisti potranno decidere se chiedere un indennizzo a Google, Facebook e YouTube o continuare a percepire il reddito di cittadinanza.
  • Si possono condividere foto di gattini su Facebook, ma i gattini non possono condividere le nostre foto. Per placare le proteste degli animalisti, d’ora in poi sarà il contrario.
  • In Italia si pubblicano oltre 60.000 libri all’anno, ma la metà non vende nemmeno una copia. Dopo le proteste della Siae, d’ora in poi gli autori saranno obbligati a comprare almeno una copia del loro libro.
  • I giornalisti che pubblicano i comunicati stampa con il copia e incolla saranno obbligati a leggere i loro articoli.
  • Le istituzioni corrono ai ripari: non se la sentono più di definire “opera dell’ingegno” l’ultimo libro di Corona.
  • Par condicio: d’ora in poi sarà possibile consultare Google News solo dopo aver dato una sbirciata al Televideo (e compilazione della relativa autocertificazione).
  • Sarà prevista una tassa per i link. Sovrattassa per chi condivide senza leggere l’articolo.
  • Le fake news saranno ricompensate con diritti d’autore negativi.
  • La cagnolina di Chiara Ferragni, che ha 300k follower, percepirà un centesimo ogni volta che finirà nelle slide dei formatori sul social media marketing.
  • La Siae continuerà a esistere. Ma solo nei nostri peggiori incubi.

Metodo LINKEDIN10C: che cos’è e come funziona?

Dopo cinque anni di corsi LinkedIn tenuti in mezza Italia, per aziende B2B e B2C, per privati e per enti pubblici, ho messo a punto un metodo di lavoro originale. Si tratta del metodo LINKEDIN10C. Eccolo qui rappresentato:

Te lo racconto nel dettaglio.

1C – CHI SEI: nella headline e nel Riepilogo di LinkedIn esplicitare il tuo ruolo. Benché tanti motivatori insistano sul fatto che noi non siamo il nostro lavoro, LinkedIn è un social network professionale. Si parte da un job title. Il mio è “Formatore sulla comunicazione digitale”.

2C – COSA FAI: spesso il job title non è sufficiente. “Head of innovation” (su LinkedIn ce ne sono migliaia) non racconta che cosa fai in pratica. Quali problemi risolvi?

3C – PER CHI: il target è fondamentale. Quando visito il tuo profilo, capisco subito se mi puoi essere utile? A me importa solo di me stesso, a tutti imposta solo di se stessi, non di te. Puoi risolvere il mio problema? Esempio: “Aiuto le PMI lombarde a esportare i loro prodotti in Cina”.

4C – COME: qual è il tuo elemento differenziante? Qualcuno parla di USP, unique selling proposition, oppure value proposition. Insomma: perché dovrei scegliere te e non i concorrenti? Se la risposta è il prezzo, hai un grosso problema.

Le prime 4C contribuiscono a esplicitare la tua mission, che è il modo in cui concretamente realizzi la tua vision (fatta di obiettivi, valori e idea del futuro).

5C – CHIAVI DI RICERCA: il posizionamento si completa con un’ottimizzazione del tuo profilo per fare in modo che quello che scrivi possa essere trovato da chi usa il motore di ricerca interno di LinkedIn. Esempio: se sei un Webmaster puoi riempire il tuo profilo di keyword come WordPress, MySQL, PHP, Javascript e così via… peccato che il pasticciere che vuole vendere i cannoncini alla crema online cercherà “Progettazione e realizzazione siti Web”.

6C – COMPETENZE: per completare il tuo profilo devi inserire anche hard skill e soft skill. Contrariamente a quanto si pensi, sono le competenze trasversali e personali, quindi le soft skill, quelle più interessanti. Esempi: problem solving, team building, negoziazione, ecc.

7C – CONFERME: Robert Cialdini ci ha raccontato che uno dei sistemi di persuasione più efficaci si chiama “riprova sociale”. Nell’era di Tripadvisor e delle recensioni online, devi raccogliere referenze e conferme dai tuoi contatti. Ma devi farlo strategicamente (se cerchi lavoro servono elogi dal tuo ex capo).

8C – CASE STUDY: pochissimi usano la sezione Progetti del profilo LinkedIn. Grave errore.

9C – CONCRETEZZA: puoi scrivere tante belle parole, ma l’unica cosa che conta nel mondo del business, alla fine, sono i risultati. Devi… dare i numeri.

10C – CONDIVISIONE: dopo aver sistemato tutto il profilo, completate quindi le fasi di posizionamento e autorevolezza, occorre iniziare a usare LinkedIn non come un social network, ma come social media: devi condividere, puntare sui contenuti, per fare content marketing. I contenuti generano interesse e, soprattutto, relazioni. Progetta un piano editoriale e inizia a pubblicare!

Per scegliere le informazioni giuste da inserire nel profilo LinkedIn e scoprire qual è l’UNDICESIMA C, puoi partecipare a uno dei miei corsi sull’uso strategico di LinkedIn, durante il quale uso un eserciziario, per sperimentare live il nuovo metodo LINKEDIN10C. Se sei interessato scrivimi:

Genitori e tecnologia: la mia intervista per Radio Punto

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Sabato 26 gennaio 2019 sono stato ospite di Radio Punto, storica emittente dell’alto milanese, per uno speciale sull’uso consapevole della tecnologia in famiglia.
Un’ora di show (musica compresa) durante il quale la dj Laura Defendi mi ha rivolto diverse domande e abbiamo trattato molti temi: nativi digitali, regole d’uso in famiglia, rischi e opportunità, sharenting, privacy e social, reputazione online e altro ancora.

L’annuncio su Twitter

L’intervista su YouTube

Puoi ascoltare l’intera puntata qui:

La mia intervista per TRV38 sullo sharenting

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Durante la trasmissione Tadà della rete televisiva toscana RTV38 è stato mostrato un mio intervento in esterna dove spiego che cos’è lo sharenting e i tre motivi per i quali foto e video delle mie figlie non si trovano online. Ecco qui la trasmissione (il mio intervento è al minuto 1’18’’):

Le regole d’uso della tecnologia in famiglia: la mia intervista per Gengle

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Progetto di alternanza scuola-lavoro del Pasoli: la mia intervista

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Il progetto “Scuola, lavoro e competenze cambiano insieme”, finanziato dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione Veneto, sviluppato in collaborazione con Fineco, Isre, Iusve e Omi, si è svolto presso l’Istituto Tecnico Economico “Aldo Pasoli” di Verona. Scopo del progetto è stato quello di sviluppare, nell’ambiente scolastico, nuove metodologie di insegnamento e di apprendimento, finalizzate a sviluppare le competenze trasversali che possono aiutare i giovani a inserirsi nel mercato del lavoro. Dopo una prima fase, con la formazione di un gruppo di insegnanti sulle tematiche della comunicazione digitale, è arrivato il bello.

Un vero progetto di alternanza scuola-lavoro

Dopo il lavoro con gli insegnanti, ho iniziato a lavorare con i ragazzi di una delle tre squadre. Infatti sono state costituite tre squadre di studenti, accompagnate ognuna da due insegnanti e da un esperto/docente universitario: ognuna di esse ha avuto il compito di realizzare un prodotto digitale su commessa di una ditta locale – Cantina Zeni, Tenuta Pojana e Malga Vazzo.

A me è capitato il gruppo che doveva lavorare con la malga. Durante un incontro con la proprietaria, ho chiesto ai ragazzi di raccoglierne le esigenze in termini di comunicazione e marketing. Le esigenze erano sostanzialmente tre: una nuova immagine (brochure), un’analisi del posizionamento Web e la costruzione di un database di contatti per fare azioni di marketing.

Poi sono iniziati i lavori. Abbiamo creato tre gruppi:

– uno per lavorare sulla brochure;

– uno per fare l’analisi del posizionamento Web e social;

– uno per creare un eBook da usare come lead magnet.

Il lavoro più impegnativo e interessante è stato quello editoriale. L’eBook ha l’obiettivo di raccogliere i migliori itinerari escursionistici da fare partendo dalla malga, per raccogliere i contatti di turisti (a fronte del download occorre lasciare il contatto), al fine di fare poi attività di direct marketing tramite newsletter.

In questo video è spiegato il progetto (trovi la mia intervista al minuto 4’36’’):

Tre videocorsi gratuiti per cercare lavoro online

Un tempo la ricerca del lavoro non era cerchiare un’offerta sul giornale e mandare un curriculum. A maggior ragione ora non è solo premere un pulsante di fianco a un’offerta online e aspettare che qualcosa accada. Anche perché, spesso, non succede nulla. Vedi il mio articolo “Curriculum: ecco perché ne mandi centinaia e non ti risponde nessuno“.

La ricerca del lavoro ai tempi del Web si fa in tre fasi:

– preparazione;

– relazioni;

– ricerca e candidatura.

La preparazione

Nella prima fase occorre curare il proprio posizionamento. Questa parola, di derivazione pubblicitaria, indica, “nel lancio pubblicitario di un prodotto, la connessione motivata che si deve stabilire fra questo e il bisogno del consumatore”. Interessante: è esattamente il contrario di quello che fa chi cerca un lavoro. Solitamente l’attenzione è rivolta a sé, a come presentarsi al meglio, e mai a chi cerca, vale a dire colui che ha un problema e che potrebbe vederci come la soluzione.
Posizionamento, in ambito personale, vuole dire lavorare sul proprio “personal branding”. Anche questa espressione, di derivazione marketing, è rigettata da chi pensa che sia roba solo per VIP o liberi professionisti. Sbagliato: si tratta invece di un lavoro sulla propria comunicazione per comunicare valori, autorevolezza, competenza.
Il primo videocorso gratuito che ti propongo è proprio sul personal branding: 5 videopillole, poco più di mezz’ora in tutto, da ricevere quotidianamente in posta elettronica. Fai clic su questa immagine per iscriverti:

Le relazioni

Un altro strumento strordinario per posizionamento e personal branding è LinkedIn. Il social professionale per eccellenza, però, è sia un social media (utile per pubblicare contenuti e quindi dimostrarsi competenti e autorevoli) ma soprattutto un social network, leva indispensabile per costruire una rete professionale. Sia chiaro: il networking non si fa online, LinkedIn è solo un acceleratore per incontrare le persone e creare opportunità (due lavori su tre si trovano sfruttando la rete dei legami deboli).
Posizionamento e networking su LinkedIn, però, si possono fare solo se il profilo è sistemato a regola d’arte, altrimenti nessuno ti trova o, peggio, ti trovano e scappano. In questo videocorso di 10 videopillole, da ricevere comodamente in posta, trovi tutti gli strumenti per sistemare il profilo e farti trovare. Fai clic su questa immagine per iscriverti:

Ricerca e candidatura

Dopo aver sistemato il posizionamento e aver costruito una buona rete di relazioni, arriva la parte operativa: la ricerca del lavoro. Prima però scoprirai come si cerca, e soprattutto come si trova lavoro in Italia. Poi imparerai a gestire i vari social e la tua reputazione online per evitare che ti scartino prima ancora di arrivare al colloquio. Infine vedrai quali sono le truffe più comuni legate alla ricerca del lavoro online. Per seguire il corso non serve iscriversi, trovi tutto in un pagina con un clic su questa immagine: