Il boom dell’eBook

Il successo dei Tablet e degli eReader, unito a una maggior disponibilità di titoli, sta finalmente portando alla diffusione dei libri senza carta. Che cosa sono, come si leggono e quanto costano?

 

Gli eBook sono nati più di dieci anni fa (era il 1999) eppure se ne sono accorti in pochi. Perché finora il mercato era acerbo: pochi titoli e costosi; strumenti di lettura brutti, scomodi e cari. Per non dire del problema culturale: da Gutenberg in poi, quando si parla di libri, salta subito in mente la carta. Eppure un libro non è il supporto fisico: l’essenza è nel testo! Se “I Promessi Sposi” lo leggiamo su carta, su tablet, su eReader o li ascoltiamo in audiobook, resta sempre il capolavoro di Manzoni, tale e quale. Come spesso capita, però, per dare il là a una rivoluzione conta molto più il supporto del contenuto. È successo per la musica (dal vinile al CD, agli MP3) e per i film (dalla videocassetta al DVD, al Blu-ray, allo streaming), ora sta succedendo anche per i gloriosi libri. Ci volevano l’iPad, e soprattutto il Kindle, per farci capire che non abbiamo bisogno della carta, dell’odore di cellulosa, della rilegatura e di tutto il resto: quello che conta non si può toccare con mano.

Numeri finora piccoli

Gli eBook finora non hanno sfondato. Almeno in Italia. Se infatti negli Stati Uniti il mercato dei libri elettronici rappresenta quasi il 10% del totale (in America Amazon vende più eBook che libri di carta), da noi stiamo parlando di numeri ben più piccoli: meno dell’1%. Nel 2011 sono stati venduti in Italia circa 500.000 eBook. Va detto, però, che nel Bel Paese i primi titoli sono arrivati solo a metà 2010, e che ormai gli editori si stanno lanciando senza indugi in questo nuovo mercato: solo su Amazon.it i titoli nella lingua di Dante sono oltre 16.000 (su un totale di un milione, soprattutto per anglofoni).
Gli editori italiani stanno spingendo sull’acceleratore. Mondadori, che ha in mano un quarto del mercato librario (grazie anche alle controllate Einaudi, Sperling&Kupfer e Piemme), ha raggiunto lo scorso anno un accordo con Amazon per distribuire migliaia di titoli in formato Kindle.
Va considerato anche un altro fenomeno interessante, che aiuterà a rimpolpare gli scaffali virtuali: il self-publishing, l’editoria fai da te. Grazie a Apple, che ha lanciato lo scorso gennaio l’iBook Author per Mac, chiunque può pubblicare il libro che ha nel cassetto, senza passare da un editore. Questo, negli Stati Uniti, è già possibile da tempo: basti pensare che tale John Locke, un assicuratore di mezz’età con l’hobby di scrivere thriller e che non ha un editore, ha venduto su Amazon più di un milione di copie!


Il problema del prezzo
Un libro appena uscito in libreria, con hardcover (copertina rigida, rilegato), costa attorno ai 20 euro. Il prezzo del corrispondente eBook si attesta attorno agli 11/12 euro. Più della metà: troppo, se consideriamo che si eliminano i costi della carta, della stampa, della distribuzione, dello stoccaggio e della libreria. Perché costano tanto? Per due ordini di fattori. Primo: per le case editrici la fase di pre-stampa si è complicata, portando ulteriori costi (progettazione software, protezione anti-copia). Secondo, il problema fiscale: in Italia gli eBook sono considerati – udite udite – dei programmi software, solo perché i primi libri elettronici furono distribuiti in CD-ROM; per questo i libri di carta godono dell’IVA agevolata (4%), mentre quelli elettronici sono gravati dall’IVA al 21%, col rischio che salga al 23% in autunno.
Ciononostante gli editori hanno capito che per sfondare occorre ritoccare i prezzi al ribasso. L’ha intuito per primo Feltrinelli, che ha lanciato una collana di racconti in elettronico a meno di un euro, 99 centesimi: del resto il futuro del business on-line sta nei micropagamenti, come insegnano le app.


I dispositivi di lettura
La vera rivoluzione nel mondo dell’editoria digitale è arrivata con la diffusione dell’iPad. Il tablet di casa Apple ha scatenato una vera e propria mania, aprendo un nuovo mercato. I giornali sono corsi a creare app per distribuire in digitale quotidiani e periodici, ma anche gli editori di libri stanno pian piano convertendo in bit i loro titoli. Eppure, come ben sa chi ha provato a far scorrere un volume sul tablet, l’esperienza di lettura non è ottimale. In particolare lo schermo retroilluminato stanca presto la vista. Per questo occorre uno schermo opaco, che riproduca nel modo più fedele possibile l’effetto carta. Ecco perché stanno avendo successo gli eReader che sfruttano l’eInk, l’inchiostro elettronico.
Padrone incontrastato di questa categoria è certamente il Kindle, il lettore di Amazon. Ha tutte le carte in regola per vincere la partita. È relativamente economico: costa solo 99 euro, quando fino a qualche mese fa i prodotti del genere costavano almeno il doppio. È molto comodo: pesa meno di due etti e, grazie allo schermo da 6 pollici senza tastiera, è meno voluminoso di un libro tascabile. È sufficientemente capiente: nonostante non disponga di slot per memoria supplementari, i suoi 2 Gb di memoria interna permettono di stiparvi circa 1.400 titoli.
Il successo del Kindle (è in assoluto l’articolo elettronico più acquistato su Amazon.it) ha dato una sferzata al mercato. I concorrenti si sono adeguati e stanno proponendo dispositivi altrettanto concorrenziali. Su tutti citiamo Bokeen con il suo ottimo (e veloce) Odyssey: costa più del Kindle (159 euro), ma è touch (schermo capacitivo). Altri prodotti degni di nota sono il Sony PRS-T1 (159 euro) e il Leggo IBS da 9,7 pollici (299 euro).
Quasi tutti gli eReader permettono anche di svolgere attività extra: visualizzare foto, ascoltare musica, navigare (tramite Wi-fi o addirittura 3G) ma è irrilevante: sono operazioni scomode su prodotti ottimizzati solo per la lettura.

 

I formati degli eBook

Quando si parla di libro elettronico, immediatamente si pensa al PDF. Il celebre e longevo formato di Adobe è certamente uno dei metodi più diffusi per veicolare gli eBook, eppure non è il migliore. Molti cyber-lettori preferiscono l’ePub, standard aperto molto versatile: risulta ideale, su alcuni lettori, perché al variare dello zoom del testo permette una miglior distribuzione sulla pagina virtuale, senza lasciare spazi o troncare righe a metà. Il problema è che questo formato non è supportato dal Kindle, che predilige il proprio AZW. È però sempre possibile convertire gli ePub per caricarli sul lettore di Amazon, per esempio utilizzando l’ottimo software gratuito Calibre (http://calibre-ebook.com). Tra gli altri formati ricordiamo anche il LIT di Microsoft: ora in via di estinzione, non avendo riscosso grande successo.

 

DRM: la questione del copyright

Uno dei fattori che, sinora, ha bloccato l’editoria digitale è la paura, da parte degli editori, di fare la fine dell’industria discografica, messa in ginocchio dalla pirateria. Vista la facilità di copiare e diffondere i prodotti digitali (vedi MP3 e DivX), occorreva trovare un modo per blindare gli eBook. Si sono inventati i DRM, un sistema per gestire i diritti digitali (una sorta di filigrana).
Esistono due tipi di DRM. I social DRM permettono la libera diffusione dei libri, ma nel volume elettronico  sono incluse molte informazioni sull’acquirente. Ci sono poi i DRM Adobe, che permettono di aprire il file solo al legittimo proprietario.

 

 

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