Bio in 3 punti

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1. Classe ’75
2. Sposato con Laura.
3. Padre di Giulia e Greta.


Bio “pro” in 7 punti

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1. Laurea nel 2001 con una tesi su Internet presso l’Università Statale di Milano.
2. Giornalista professionista dal 2006 (pubblicista dal 2000), scrivo di hi-tech su diverse riviste, siti Web e blog.
3. Capitolo libri. Saggista per più editori dal 2012 (vedi Pubblicazioni), dirigo la collana eBook “Fai da tech” per Ledizioni. Recensisco libri ed eBook per riviste, trasmissioni TV e podcast.
4. Sono un consulente aziendale. Mi occupo anche di progettazione, stesura e pubblicazione dei contenuti sui social media.
5. Tengo corsi di informatica.
6. Partecipo, in qualità di relatore, ad eventi e convegni (vedi, per esempio, “Internet mon amour” di Treviolo del 25 ottobre 2014).
7. Nel 2014, ho co-fondato la società di formazione a distanza ClasseWeb.

Invece di presentare il solito CV in formato europeo (orrore), eccolo in dieci comode slide:

PS: ho raccontato le mie vicissitudini lavorative in un’intervista al sito Web StartUp News (vedi qui) e ho parlato di Facebook in tre interviste per il sito Ecoista.it (vedi qui).


English bio

Professional journalist, author, blogger, consultant, teacher. After completing a thesis on online relations, he graduated in Political Science and has been working in the informatics publishing field since 2001. Editor of the magazine «Computer Idea» for more than ten years now, he also collaborates with a number of newspapers and websites, mostly (but not only) specialized in the hi-tech sector. At times, you can spot him on TV or hear him on podcasts, where he talks about eBooks. His many essays and textbooks have been featured in various publications. He is the director of the digital series «Fai da tech» (Ledizioni) and, so far, he has written many books about Internet, Google, ‘lusers’, free eBooks. When not writing, he is a husband and a father. Follow me on Twitter: @GBonanomi.


Giornalista hi-tech

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Lavoro nel mondo dell’editoria dal 1993. Ho iniziato a scrivere di sport per un settimanale locale (Giornale di Merate) a 17 anni, poi ho svolto tutta la “gavetta giornalistica” presso VNU Business Pubblications. Ho lavorato per oltre dieci anni nella redazione di Computer Idea, dove mi sono occupato sia della stesura che della cucina redazionale degli articoli, e in particolare della sezione Passo a passo (guide pratiche sul mondo Windows, Office, Internet).
Ho collaborato e collaboro con alcune riviste e siti Web in ambito IT (PC Magazine, Il Mio Computer, Mac Magazine, Computer Magazine Pro, T3) e curo la rubrica dei prodotti tecnologici per riviste e siti Web di altri settori.


 Tra TV e podcast

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Mi occupo anche di eBook. Li recensisco da molti anni su Computer Idea. Nel 2012 ho partecipato, in qualità di autore e co-conduttore, alla trasmissione “Live Tech speciale libri” del canale Top Tech (dove, per curiosità, sono state lette in diretta alcune mie battute satiriche) e ho tenuto la rubrica fissa “Bibliotech” di NetC@fe (Telelombardia), dove sono stato anche ospite per parlare di eBook (vedi video eBook e Kindle del gennaio 2012). Dal gennaio 2013 collaboro con la trasmissione “Tech and the City” (7 Gold), dove recensisco eBook. Qui trovi tutte le mie apparizioni TV.
Dall’aprile del 2014 sono tra gli autori e speaker del podcast “Tech Radio” dove, tanto per cambiare, parlo di eBook. Qui ho raccolto tutti gli interventi su Tech Radio.
In generale, potete trovare tutte le mie recensioni qui (se vi interessa solo la roba gratis, invece, andate qui).


 Manuali e saggi

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Sono autore di manuali e saggi. Per Edizioni FAG di Milano è uscito, nel settembre 2012, un volume sulle app di Android. Per Ledizioni ho pubblicato diversi libri/eBook: su Gmail, sicurezza, utonti (umoristico), un’antologia di eBook gratis, “Non mi piace – Il contromanuale di Facebook” (anche in versione inglese: Dislike) e “Il guru di Google“. Sono tutti titoli della collana “Fai da tech“, di cui sono il direttore e curatore. Per Hoepli è uscito nel marzo 2013 “Vivere nella nuvola“, un libro sul cloud computing per tutti. Per Informant l’eBook “Musica liquida” sul fenomeno dello streaming musicale.
L’ultima fatica è “Manuale per difendersi dalla post-verità“.


Corsi e consulenze aziendali

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Dal 2013 tengo corsi di informatica (vedi pagina), sia come consulente che per alcune società di formazione. Lavoro, tra le altre, per l’Associazione Pinamonte di Agrate, la start-up Spicchi, l’associazione Pinamonte di Agrate, Il Tempo Ritrovato e PrimoPiano (corsi per giornalisti con crediti). Ho tenuto lezioni per l’Associazione Italiana Biblioteche e per l’Agenzia Formazione Orientamento Lavoro di Monza e Brianza. Ho partecipato a diversi Imparaparty per parlare di reputazione online, social media e web writing.
Collaboro con diverse agenzie di comunicazione in qualità di consulente aziendale per la comunicazione digitale. Sono il responsabile digitale di Bee-Biz, divisione di Sangalli M&C.
Nel 2014 ho co-fondato, con due soci, la società di formazione a distanza ClasseWeb, specializzata in formazione sui temi di genitorialità e tecnologia, in particolare nelle scuole.


La tesi di laurea (in download)

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Mi sono laureato in Scienze Politiche (indirizzo Sociologia della Comunicazione) nell’anno accademico 1999/2000 con una tesi sulle relazioni on-line dal titolo “La vita nel ciberspazio come rappresentazione“. Da allora la tesi è in download, a pagamento,  su Tesionline. È arrivato il momento di renderla free, regalarla a tutti!
Scaricatela (in PDF) facendo clic sulla copertina qui sotto o su questo link: Tesi

 

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Abstract

La comunicazione mediata dal computer (CMC) va sempre più assumendo i contorni di un nuovo oggetto di ricerca per le scienze sociali. Posta elettronica, newsgroup, mailing list, chat e MUD hanno creato nuove forme di interazione, inediti spazi di socializzazione che non richiedono la presenza fisica degli interlocutori. Basta un computer e un modem connesso alla Rete, e il gioco è fatto.
In questa tesi mi propongo di analizzare questi nuovi oggetti d’indagine sociologica utilizzando gli strumenti forniti da Erving Goffman. Come spesso accade nel mondo della sociologia, di fronte a fenomeni “nuovi” è indispensabile ricorrere all’utilizzo di strumenti di analisi “vecchi”. Per alcuni l’associazione tra Goffman e il ciberspazio, tra la vita quotidiana e quella online, potrà sembrare curiosa. Niente affatto, a mio avviso. Ed è proprio questo il mio intento: dimostrare che l’analisi della vita quotidiana elaborata da Goffman, in particolare mediante la metafora drammaturgica, risulta assai utile per sondare i comportamenti degli utenti della Rete, le interazioni, le relazioni comunitarie, i rituali che si svolgono quotidianamente nel ciberspazio.
Anche la struttura della tesi va riferita a Goffman. Il quale, ne “L’ordine dell’interazione”, propone una classificazione delle unità fondamentali dell’ordine interattivo. Queste sono, dalla più piccola alla più grande:

  1. le persone;
  2. i contatti;
  3. gli incontri;
  4. le performance da palco;
  5. le occasioni celebrative.

Ad ognuna di queste unità corrisponde un capitolo della tesi.
Nel primo capitolo analizzeremo la persona online. In particolare tracceremo un parallelo tra la presentazione del self nella vita quotidiana e la stessa pratica nel mondo delle reti telematiche. Partendo dall’assunto goffmaniano che il “sé è un effetto drammaturgico che emerge da una scena che viene rappresentata”, vedremo come a maggior ragione online si può parlare di sé effimero e circostanziato. Il self online viene creato, interamente tramite righe di testo che compaiono su uno schermo, virtualmente dal nulla. Vedremo inoltre quale effetto produce l’assenza di tutte le caratteristiche della corporalità: senza il corpo, gli sguardi, il tono della voce, ecc., acquistano nuova enfasi altre informazioni, quali ad esempio il nickname. Studieremo poi i meccanismi che consentono la gestione del proprio self e della propria faccia (ad esempio, mediante la costruzione di una home page personale). Ma ci spingeremo oltre, ponendo l’attenzione sul diffondersi di pratiche che possiamo definire di sperimentazione sociale, riferendoci in particolare a quella classe di fenomeni etichettabili come l’“apparire diversi da ciò che si è”; nella quale entrano di diritto la pratica del cambiare sesso online (definito “gender swapping”) e le rappresentazioni in “mala fede” (parleremo dei “fake” e dei “troll”). Goffman, a tal proposito, parla di modificazioni della propria facciata. Un discorso a parte meritano le identità multiple. Ritorneremo, infine, sul ruolo controverso del corpo nella Rete.
Nel secondo capitolo la prospettiva cambierà. Inizieremo a parlare di interazione, anche se unicamente al livello dei contatti (Goffman definisce un contatto come “una qualsiasi occasione nella quale un individuo entra in presenza della risposta di un altro”). Studieremo il modo in cui le persone “dialogano” online (soprattutto tramite le email e nelle chat), e vedremo anche come i contatti siano possibili mediante le home page. Studieremo, infine, come questi nuovi tipi di interazione abbiano delle ripercussioni sia a livello sociale (richiedendo delle regole, codificate nella “netiquette”) che a livello linguistico (lo stile di scrittura si adegua alle caratteristiche della Rete, anche grazie all’introduzione di espedienti quali la scrittura veloce, gli acronimi e gli smiley).
Nel terzo capitolo analizzeremo l’unità definita incontri. Vedremo come le persone si ritrovano in gruppo nelle mailing list, nei forum di discussione, nelle chat e nei MUD. Non si parlerà solo di incontri casuali, ma anche di vere e proprie comunità virtuali (come descritto da Rheingold). Porremo l’attenzione non solo sulle relazioni sociali codificate, ma anche sui comportamenti anomali (come vedremo nel caso dello “spoof”, dello “spam”, del “lurk” e del “lag”) e addirittura sugli insulti (pratica comune nel ciberspazio, come esemplificato dal fenomeno del “flaming”).
Nel quarto capitolo affronteremo l’unità goffmaniana che più si confà alla metafora drammaturgica: le performance da palco. Come già accennato, nel libro “La vita quotidiana come rappresentazione” Goffman utilizza la prospettiva della rappresentazione teatrale come schema di riferimento utile nell’analisi di ogni sistema sociale. Il teatro diviene quindi una metafora dell’interazione. Vedremo come le performance si possano realizzare anche solo mediante l’utilizzo della scrittura, ponendo particolare attenzione alle performance umoristiche. Ma, al di là della valenza metaforica della drammaturgia, vedremo come nel ciberspazio è possibile allestire dei veri e propri spettacoli teatrali, dove alcuni utenti recitano dei copioni e altri recitano la parte del pubblico (particolarmente utile risulterà l’esempio degli “Hamnet Player”, una compagnia teatrale che da anni allestisce delle rappresentazioni online dissacranti delle opere di Shakespeare). All’interno del capitolo svilupperemo un parallelo alquanto curioso, quello tra la microsociologia di Goffman e la filosofia politica di Hannah Arendt, in un paragrafo che avrà come filo conduttore la domanda: “La Rete è lo spazio per l’azione politica?”.
L’ultimo capitolo, il quinto, si occuperà dell’unità sociale più ampia: le occasioni celebrative. Partendo dall’analisi dell’opera goffmaniana, nel tentativo di scovarne i legami con la tradizione durkheimiana, vedremo come il ciberspazio si rivela un terreno fertile per lo sviluppo delle celebrazioni e di veri e propri rituali collettivi (anche di quelli religiosi, come vedremo analizzando le chiese elettroniche). Rifacendoci poi dalla definizione dei riti di passaggio proposta da Van Gennep, vedremo come questi si presentano online: parleremo della morte (ed in particolare dei siti commemorativi) e del matrimonio. Relativamente a quest’ultimo, l’analisi del “cyberwedding” di Andrew e Lisa risulterà particolarmente approfondita, visto che l’evento (trascritto integralmente in appendice) verrà sezionato ed analizzato mediante due dei più importanti strumenti messi a disposizione da Goffman: l’analisi dei “frame” e quella del “turn-talking”.